skip to Main Content

Afghanistan, la NATO deciderà a febbraio se lasciare il paese

Stoltenberg: la NATO deciderà a febbraio se lasciare l’Afghanistan. Lo farà dopo l’incontro con l’amministrazione Biden. I negoziati di Doha con i talebani sono fragili e non garantiscono il successo, ma sono l’unica strada

La NATO deciderà a febbraio se rimanere (e come) in Afghanistan o lasciarla. L’occasione sarà l’incontro tra l’Alleanza Atlantica e l’amministrazione del nuovo presidente USA, Joe Biden. Lo ha confermato il segretario generale, Jens Stoltenberg, in un’intervista a DPA International. Entrambe le opzioni presentano dei rischi non trascurabili. Nel primo caso c’è quello di un aumento della violenza e dell’impegno in un conflitto di lungo termine. Nel secondo, invece, c’è quello di perdere tutti i progressi ottenuti finora nella lotta al terrorismo e, in particolare, in quella per prevenire che il paese asiatico diventi un “safe heaven” per i jihadisti. Peraltro, secondo Stoltenberg, lo stesso processo di pace in Afghanistan in corso con i talebani è fragile e non ha garanzie di successo. Ma i negoziati di Doha tra Kabul e l’Emirato Islamico (IEA) sono oggi l’unico percorso possibile. L’Alleanza, infatti, continua a sostenerlo fortemente.

L’Emirato Islamico (IEA), intanto, continua ad attaccare in diverse zone del paese, evitando accuratamente di prende di mira le forze internazionali. I jihadisti sanno che grazie ai negoziati in corso, è impossibile oggi organizzare una risposta massiccia e continuativa

I talebani intanto non perdono tempo. Da una parte sono ben attenti a non colpire le forze internazionali, per evitare risposte armate prolungare e il conseguente aumento del pressing. Ma dall’altra, continuano ad attaccare le ANDSF in buona parte del paese e si stanno avvicinando pericolosamente a Kabul. Gli ultimi scontri tra l’Emirato Islamico e i soldati si registrano a Balkh, Kunduz, Ghazni, Kandahar, Farah, Herat, Zabul, Nangarhar e Badakhshan. Ciò, mentre proseguono le trattative con Kabul a Doha. Gli analisti, infatti, sono convinti che i jihadisti usino i colloqui solo per prendere tempo, in attesa che le truppe multinazionali lascino l’Afghanistan. Fino a che rimarranno in piedi i negoziati, infatti, per la NATO non sarà possibile effettuare campagne massicce e continuative per contrastarli, pena essere accusati di aver provocato il fallimento del processo di pace.

Back To Top