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Afghanistan, l’80% dei giornalisti ha dovuto cambiare lavoro per sopravvivere

L’80% dei giornalisti in Afghanistan ha dovuto cambiare lavoro per sopravvivere. L’Associazione della Stampa locale: I talebani hanno causato licenziamenti in massa nei media e una crisi, che ha portato alla chiusura il 75% delle testate

Quasi l’80% dei giornalisti locali in Afghanistan negli ultimi sei mesi ha dovuto cambiare lavoro per sopravvivere. Lo denuncia la Federazione della Stampa del Paese asiatico, sottolineando che la colpa è dell’arrivo dei talebani. Questi da una parte hanno avviato purghe di massa, facendo licenziare tutti gli esponenti dei media che non erano considerati allineati ai dettami dell’Emirato Islamico; dall’altra, la loro incapacità di governare si è tradotta in una gravissima crisi economica e umanitaria, a seguito della quale la popolazione è sempre più povera e affamata. Inoltre, come conseguenza di una di queste due motivazioni, c’è stata ed è tuttora in corso una strage delle testate giornalistiche nella nazione: si stima che da agosto del 2021, quando gli studenti coranici entrarono a Kabul, abbiano chiuso i battenti almeno il 75% di esse.

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