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Afghanistan, Isis a nord ha paura dei talebani: meglio la resa che subirne la vendetta

Afghanistan, Isis A Nord Ha Paura Dei Talebani: Meglio La Resa Che Subirne La Vendetta

In Afghanistan Isis ha paura dei talebani, Circa 40 elementi del Daesh si arrendono all’NDS di Kabul nella provincia di Jowzjan, temendo la vendetta dell’Emirato Islamico a Darzab

In Afghanistan Isis ha paura dei talebani. Almeno a nord. Nella provincia di Jowzjan circa 40 membri dello Stato Islamico si sono arresi dall’NDS di Kabul. Hanno seguito un’analoga scelta di alcuni loro compagni effettuata nei giorni scorsi. La decisione è dovuta a una maxi battaglia avvenuta tra Daesh e l’Emirato Islamico nella zona, in cui sono morti oltre 250 miliziani da ambo le parti. Poi, i jihadisti di Isis-Khorasan avevano attaccato a sorpresa un funerale dei talebani, uccidendo una quindicina di elementi. Questi ultimi hanno giurato vendetta e promesso di sterminare ogni singolo membro IS nella zona. Tanto che in tutto il quadrante del distretto di Darzab è in corso una massiccia caccia all’uomo, che ha obbligato le “prede” a fuggire a est o ad arrendersi alle forze di sicurezza locali per evitare il peggio.

Lo Stato Islamico, pressato a Nangarhar, cerca di estendere la sua influenza a Jalalabad con attacchi violenti contro la popolazione

Isis-K in Afghanistan continua a essere fortemente presente soprattutto nella zona orientale: da Nangarhar a Kunar, passando per Jalalabad. Qui i miliziani dello Stato Islamico continuano a effettuare attacchi contro obiettivi civili per imporsi sulla popolazione con la violenza, sostituendo i talebani. Per loro l’area è strategica, in quanto a Nangarhar sono fortemente pressati da Kabul, dai militari internazionali e dall’Emirato Islamico. Di conseguenza, Daesh deve trasferire al più presto le sue roccaforti nell’area, se vuole sperare di sopravvivere alla formazione concorrente. Questa, dopo l’avvio del dialogo diretto con gli Usa si è rafforzata nel paese asiatico e oggi gode di una certa credibilità e autonomia, che si traducono in libertà di movimento, negate a Isis.

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