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Afghanistan, il nuovo governo dei talebani guarda alle origini

I talebani hanno il loro nuovo governo, che guarda alle origini: Akhund premier, Mohammed Jaqoob alla Difesa e l’Haqqani network all’Interno. Baradar relegato a vice

I talebani in Afghanistan hanno il loro nuovo governo e c’è qualche sorpresa. Innanzitutto, il premier non è Mullah Baradar come si pensava fino ad oggi. Al suo posto è stato scelto Mohhamed Hassan Akhund. L’uomo fu ministro degli Esteri durante il precedente dominio dell’Emirato Islamico, nonché stretto collaboratore del fondatore del gruppo: il Mullah Omar. Baradar, invece, sarà il vice primo ministro. L’Haqqani Network, che ha permesso ai fondamentalisti di accelerare i tempi della conquista del paese asiatico e di entrare a Kabul senza sparare un colpo, è stato premiato. Il suo attuale capo, Serajuddin sarà il ministro dell’Interno. A capo degli Esteri andrà Amir Khan Muttaqi, uno dei negoziatori degli accordi di Doha e molto vicino a Baradar. Infine, il figlio del Mullah Omar, Mohammed Yaqoob sarà il titolare della Difesa. Confermato anche Haibatullah Akhundzada come Emiro, guida religiosa suprema.

L’Emirato Islamico, con Akhund e Jaqoob, cerca di ricucire con l’ala più radicale legata al Mullah Omar. L’Haqqani Network, invece, vigilerà sul Pakistan e il Waziristan

La composizione e i ruoli all’interno del nuovo governo sono un chiaro segnale sul fatto che i talebani cerchino di ricucire i legami con l’ala più oltranzista dell’Emirato Islamico, quella “originale”. Non a caso, ci sono due figure-chiave legate a doppio filo al Mullah Omar. L’obiettivo è evitare lo scoppio di guerre interne per il potere, soprattutto a livello locale (province e distretti) tra i numerosi gruppi che compongono la base. A vigilare ci sarà l’Haqqani Network, che vanta forti contatti e relazioni sia a Kabul sia nell’est del paese, al confine con la FATA. Questa, infatti, è considerata l’area più critica, in quanto vi sono diverse anime, non sempre in accordo tra di loro. Ciò, senza contare l’influenza del Pakistan e della sua intelligence (ISI), ancora oggi molto forte in Afghanistan. Influenza che solo Serajuddin e i suoi uomini sono in grado di gestire, evitando incidenti o pressioni deleterie.

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