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Afghanistan, i talebani tornano a minacciare i media in piene trattative sulla riconciliazione

I talebani tornano a minacciare i media in piene trattative sulla riconciliazione nazionale. Se non torneranno a essere “neutrali”, ne pagheranno le conseguenze

I talebani tornano a minacciare i giornalisti afghani, nonostante si dicano impegnati per il processo di pace e riconciliazione nazionale. L’attacco è partito direttamente dal portavoce dell’Emirato Islamico (IEA), Zabihullah Mujahid, con una serie di Tweet. Nei post sottolinea che da diversi giorni il gruppo è testimone di pubblicazioni propagandistiche di Kabul su alcuni media. In particolare, sarebbe coinvolta l’intelligence, il National Directorate of Security (NDS). Perciò, esorta la stampa a rimanere “neutrale” e a non diventare uno strumento di propaganda del governo. A proposito, avverte che se i comportamenti scorretti continueranno, i media e i loro dipendenti saranno i responsabili delle conseguenze. Una minaccia analoga era stata già diffusa dallo IEA già nel 2019 e da quel momento c’è stata un’ondata di omicidi mirati di giornalisti e cameraman.

L’Emirato Islamico solo pochi giorni fa aveva definito la concezione “occidentale” dei diritti delle donne come distruttiva per le società e incompatibile con l’Islam

I talebani, a sostegno della tesi sui giornalisti afghani che diffondono propaganda, hanno anche pubblicato su alemarah un’analisi. Il titolo è la “libertà di espressione e i media” nel paese asiatico. L’Emirato Islamico accusa gli Stati Uniti e Kabul di finanziare le campagne di discredito per le loro agende e ribadisce che farà tutto il possibile per proteggere i membri della stampa che agiscono in maniera “etica”. Nessun accenno, invece, alle decine di giornalisti attaccati o uccisi dal gruppo, di cui molte erano donne. Inoltre, lo stesso IEA dimentica che solo qualche giorno fa aveva formalizzato ciò che ha sempre smentito, anche recentemente: le violazioni sistematiche dei diritti umani delle donne in Afghanistan. Per gli “studenti”, infatti, la loro concezione “occidentale” è incompatibile con l’Islam ed è “distruttiva” per le società.

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