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Afghanistan, i talebani si preparano a un’offensiva su vasta scala

Kabul: I talebani si preparano a un’offensiva su vasta scala. L’Emirato Islamico non vuole la pace, anzi. In previsione delle manovre punta a trasferire la leadership dal Pakistan all’Afghanistan. Perciò ha preso di mira Nangarhar

I talebani si preparano a lanciare una offensiva su vasta scala in Afghanistan l’anno prossimo. Lo ha denunciato il ministro dell’Interno, Massoud Andarabi, in un intervento al Parlamento di Kabul confermato anche dalle parole del capo dell’intelligence nazionale (NDS), Ahmad Zia Siraj, espresse nella stessa sede. Quest’ultimo ha anche ribadito che l’Emirato Islamico (IEA) cerca di prendere tempo con i negoziati di Doha, in attesa che le forze internazionali lascino il paese asiatico. I fondamentalisti, secondo Saraj, non vogliono la pace. Lo hanno dimostrato con le ripetute violazioni delle intese firmate con gli Usa e in particolare con l’ondata di violenza in corso. Questa è caratterizzata dalle battaglie in varie aree della nazione, a cui partecipano anche ex prigionieri liberati recentemente in base all’accordo, e da omicidi mirati. Tanto che vorrebbero trasferire la leadership dal Pakistan all’Afghanistan in previsione delle manovre e a proposito hanno puntato Nangarhar.

Il governo afgano tenta di prepararsi e reagire, creando una task force ad hoc. Sarà sufficiente? Tutti, intanto, continuano a sperare in un “miracolo” ai negoziati di Doha

Kabul sta cercando di reagire all’ondata di attacchi dei talebani in Afghanistan, finora spesso non contenuta, con una nuova task force. Questa sarà composta da rappresentanti dell’esercito, della polizia e dell’NDS. Il suo compito sarà coordinare le risposte all’offensiva dell’Emirato Islamico. Il gruppo per ora è in fase di test ed è attivo solo a Farah, ma le istituzioni locali ritengono che abbia già prodotto buoni risultati contro lo IEA. Prossimamente, infatti, dovrebbe espandere le sue attività ed estenderle anche ad altre province. Soprattutto nel periodo estivo. La domanda, però, è: sarà sufficiente a prevenire o contrastare l’annunciata offensiva su vasta scala dei fondamentalisti? Gli indicatori sul terreno sono preoccupanti. Aumentano le defezioni tra le fila delle ANDSF verso i jihadisti e questi continuano a prendere terreno in diverse aree. Intanto, tutti si appendono ai negoziati di Doha, sperando che avvenga il miracolo.

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