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Afghanistan, i talebani cominciano a usare i droni contro le ANDSF

I talebani hanno cominciato a usare i droni contro le ANDSF in Afghanistan

I talebani in Afghanistan cominciano a usare i droni per lanciare attacchi contro le ANDSF. In particolare contro i compound e le strutture fisse. E’ l’allarme lanciato dalle intelligence occidentali, sull’evoluzione delle tattiche di attacco dell’Emirato Islamico (IEA), confermato The Diplomat. I jihadisti già usavano Aerei a pilotaggio remoto (APR) commerciali, ma esclusivamente per scopi propagandistici. I velivoli dotati di telecamera, infatti, servivano per filmare le battaglie e i video erano poi fatti circolare sui vari canali vicini al gruppo. Da qualche tempo, invece, sono impiegati come vettore d’attacco in diverse aree del paese asiatico.

L’Emirato Islamico ha un duplice obiettivo: da una parte colpire all’interno delle basi nemiche senza rischi e dall’altra demoralizzare i soldati, impotenti contro questa minaccia

L’obiettivo dei talebani con l’uso dei droni in chiave offensiva è duplice: da una parte superare le barriere naturali e artificiali, create dai militari afghani contro le aggressioni. Dall’altra, l’Emirato Islamico vuole sorprendere e demoralizzare il nemico, che non possiede armi ammazza-droni e quindi è non è in grado di contrastare la minaccia. Questa, seppur di livello moderato a seguito della relativa capacità di carico distruttivo dei velivoli, è comunque in grado di instillare un senso di impotenza nelle vittime. Infine, c’è un motivo più pratico: l’attacco non presenta rischi per chi lo effettua, dato che i “piloti” operano a distanza di sicurezza.

Gli attacchi con i droni dell’IEA hanno un modus operandi preciso

Il modus operanti dei talebani con i droni è sempre lo stesso: gli APR vengono fatti alzare in volo solitamente in una finestra dalle 21 alle 23, quando si riducono le condizioni di visibilità dopo il tramonto, e sono dotati di un’unica bomba. Questa di media è un proietto da mortaio ma non solo, modificata affinché stabilizzi al massimo la traiettoria di caduta ed esploda all’impatto. I vettori dell’Emirato Islamico, comunque, sembra siano tutti di tipo commerciale, importati da paesi esteri e adattati per trasportare e scaricare il carico mortale.

I talebani, peraltro, hanno ripreso la tattica delle bombe sugli APR da Isis. Pur avendo scarso know-how tecnologico. Come l’hanno appresa?

La curiosità è che la nuova strategia dei droni dei talebani ricalca quella dei loro nemici numero uno: Isis. I jihadisti IS, infatti, la adoperano da anni in Iraq e Siria. Tanto che le ISF e le SDF si sono dotate di armi “drone-busters” per contrastare questo tipo di attacchi. Inoltre, i membri dell’Emirato Islamico sono noti per la lor scarsità di know-how tecnologico. Di conseguenza, come hanno appreso i metodi per armare gli APR? Diversi analisti ipotizzino che la risposta sia proprio da ISIS-K. Alcuni membri del gruppo potrebbero aver defezionato ed essere passati allo IEA. Oppure, catturati, avrebbero messo a disposizione le loro conoscenze per aver salva la vita o ottenere benefit. Di certo c’è solo che questo cambio di passo complica ulteriormente il già complesso processo di riconciliazione nazionale.

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