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Afghanistan, I talebani cominciano a far vedere la loro vera faccia sulle donne

I talebani cominciano a far vedere la loro vera faccia sulle donne. Riaprono le scuole secondarie e superiori, ma solo per i maschi

I talebani cominciano a delineare la loro strategia sulle donne in Afghanistan, che non sembra molto diversa da quella adottata in passato, durante il precedente dominio dell’Emirato Islamico. I bambini in Afghanistan da sabato sono potuti tornare a scuola, ma solo i maschi. Lo ha stabilito una direttiva del ministero dell’Istruzione a Kabul, che autorizza la riapertura degli istituti e delle madrasse nelle 34 province del paese asiatico. Nessuna parola, invece, su come si dovranno comportare le loro compagne. Nelle scuole primarie, le bambine erano state riammesse. Si attendeva ora il medesimo provvedimento anche per quelle superiori. Invece, nulla. Probabilmente l’Emirato Islamico giustificherà l’esclusione come un “ritardo necessario”, dovuto alla riorganizzazione delle classi. In realtà, serve solo a mascherare la volontà di riportare la nazione 20 anni indietro. Ancora nessuna notizia, peraltro, sulle università. Non è certo quando riapriranno e con quali modalità.

Torna anche il temuto ministero dell’Emirato Islamico per la prevenzione del vizio. Le donne di oggi, però, non sono quelle di 20 anni fa e questa volta non si arrenderanno

Quella di escludere le ragazze dalla scuola, comunque, non è l’unica decisione recente dei talebani che ancora una volta colpiscono le donne. Il ministero per i Women Affairs, infatti, è stato appena eliminato e al suo posto è nato quello per l’Incoraggiamento e la promozione della virtù, nonché della Prevenzione del Vizio. Il dicastero si occuperà della “morale” in Afghanistan e la sua nascita non è una novità. Questo, infatti, esisteva già durante il precedente regno dell’Emirato Islamico nel paese ed era molto attivo nel reprimere ogni possibile sospetto comportamento inappropriato, soprattutto da parte delle donne. Oggi, però, le donne non sono quelle di 20 anni fa. Sono diventate il nemico principale dei fondamentalisti e non hanno nessuna intenzione di arrendersi, rinunciando ai diritti faticosamente conquistati nell’ultimo ventennio. Di conseguenza, sicuramente reagiranno e lo faranno in molti modi: dalle proteste in strada alle campagne su web e social media.

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