skip to Main Content

Afghanistan, I talebani cercano invano la sponda dell’OIC per il riconoscimento

I talebani in Afghanistan cercano invano la sponda dell’OIC per il riconoscimento. L’Organizzazione ribadisce che non è possibile finché l’Emirato Islamico non riaprirà le scuole femminili

I talebani cercano la sponda dell’Organizzazione per la Cooperazione Islamica (OIC) per cercare di sdoganare il loro governo con la comunità internazionale. Membri dell’Emirato Islamico (IEA) hanno incontrato rappresentanti dell’OIC a Kabul, sottolineando nell’occasione che il suolo dell’Afghanistan non rappresenterà una minaccia per nessuna nazione, compresi gli Stati Uniti. Il messaggio che si vuol far passare è che la presenza e le azioni di gruppi terroristici quali al Qaeda e ISIS Khorasan Province (ISIS-K, ISKP) non saranno tollerate. I fatti, però, dicono il contrario. I jihadisti dello Stato Islamico continuano a effettuare attacchi nel paese asiatico e i legami con i fondamentalisti in Waziristan rimangono ben saldi. Soprattutto per la presenza nel governo afghano di esponenti come Sirajuddin Haqqani (leader dell’Haqqani Network), di Mullah Mohammad Yaqoob Mujahid (figlio del Mullah Omar) e di Abdul Ghani Baradar, già braccio destro del fondatore dei talebani.

Intanto, nel paese asiatico le violazioni dei diritti civili e umani sono in aumento

Il tentativo dei talebani, però, sembra essere fallito. I rappresentanti dell’OIC, infatti, dicendosi preoccupati per la situazione economica e sociale/umanitaria dell’Afghanistan, hanno ribadito che i paesi islamici vogliono riconoscere l’Emirato Islamico, ma che al momento non possono farlo. Questo passo, hanno ribadito citando gli accordi di Doha, potrà avvenire solo ed esclusivamente dopo che saranno riaperte le scuole femminili. Nel frattempo, nella nazione asiatica continuano le violazioni dei diritti civili e umani della popolazione da parte dello IEA e coinvolgono anche i più piccoli. L’ultimo episodio è avvenuto pochi giorni fa e ha visto a Bamyan la fustigazione sulla pubblica piazza di un ragazzo e di una ragazza, accusati di intrattenere una relazione pre-matrimoniale. Punizioni che peraltro si stanno diffondendo sempre più dopo che il leader supremo dello IEA, Mullah Hibatullah Akhundzada, ha dato ordine ai giudici di non esitare nell’applicare le pene corporali “Hadd” e “Qisas”.

Back To Top