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Afghanistan, gli Usa impiegano contro Isis la “madre di tutte le bombe”

Afghanistan, Gli Usa Impiegano Contro Isis La “madre Di Tutte Le Bombe”

Isis perde 132 tra miliziani e capi a Nargarhar in soli 6 giorni

E’ un dato importante quello annunciato dal ministero della Difesa afghano in relazione alla lotta contro Isis nella regione orientale del paese. Negli ultimi 6 giorni sono stati uccisi almeno 132 miliziani del Daesh in un’operazione anti-terrorismo, ancora in corso. La Hamza, che vede protagonista Nargarhar. Le manovre, peraltro, hanno portato all’eliminazione anche di numerosi leader, di cui alcuni di altissimo profilo. Tra questi il fratello di Hafiz Saeed, l’ex comandante in capo dello Stato Islamico nella nazione asiatica. Lo ha confermato il portavoce del ministero, il generale Dawlat Waziri. L’uomo è stato identificato col nome di Habibyare ha perso la vita nella provincia orientale.

I jihadisti uccisi durante l’operazione Hamza, ancora in corso nell’area

Hamza è la prosecuzione di un’altra operazione anti-terrorismo (soprattutto contro Isis), lanciata dai militari afghani circa due mesi fa. La Shaheen-25, condotta dal 201esimo Silab Corps dell’Afghan National Army (ANA). I militari hanno dato il via alle manovre dopo aver ottenuto l’approgvazione del Consiglio per la sicurezza nazionale di Kabul. Insieme a loro stanno operando anche forze Usa, che conducono manovre e attacchi aerei nell’area sia in chiave anti-Daesh sia contro i talebani. L’epicentro della campagna è il distretto di Achin e le aree limitrofe, dove si sono rifugiati numerosi jihadisti, che sfruttano le asperità naturali per muoversi nell’ombra e lanciare offensive mordi e fuggi.

Per la prima volta impiegata la GBU-43 MOAB. Obiettivo: la rete di tunnel Isis ad Achin

E’ stato proprio il distretto di Achin l’area in cui le forze Usa (USFOR-A) hanno lanciato il loro ultimo raid solo poche ore fa. Gli aerei americani hanno effettuato uno “strike” contro una rete di tunnel di Isis nella zona. Nell’occasione, inoltre, è stata sganciata una bomba GBU-43 (MOAB), chiamata anche “la madre di tutte le bombe”. Pesa quasi 10 tonnellate ed è una tra le più grandi e potenti senza potenziale nucleare. E’ la prima volta che viene impiegata per usi diversi dai test ed è studiata per colpire bersagli in un ambiente contenuto, come canyon o grotte. L’obiettivo era distruggere la rete di tunnel che Daesh usa nella zona. “E’ la munizione giusta per ridurre questi ostacoli e mantenere il momentum della nostra offensiva contro lo Stato Islamico”, ha dichiarato in una nota il generale John W. Nicholson, comandante delle forze militari Usa in Afghanistan.

 

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