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Afghanistan, Ghani presenterà in Turchia una controproposta al RIV-Plan dei talebani

Ghani presenterà in Turchia una controproposta al RIV-Plan dei talebani. Il punto fondamentale è un governo eletto, invece che ad interim

Il presidente, Asraf Ghani, si prepara a presentare una contro proposta al Reduction in Violence (RIV-Plan) Plan dei talebani per porre fine alla violenza in Afghanistan. L’occasione sarà il summit sul paese asiatico in Turchia, a cui tutti guardano come appuntamento-chiave affinché Kabul e l’Emirato Islamico trovino un’intesa. Ghani aveva rifiutato il RIV-Plan, sostenuto invece da molti paesi della comunità internazionale. Ciò in quanto prevedeva, a fronte dello stop dei grandi attacchi dell’IEA, la nascita di un governo ad interim scelto senza elezioni. Di conseguenza, ha studiato un’alternativa che si basa su tre pilastri:

  • Il consenso su una soluzione politica e un cessate il fuoco monitorato a livello internazionale;
  • Elezioni presidenziali, istituzione di un governo di pace e accordi per muoversi verso il nuovo sistema politico;
  • La costruzione di una cornice costituzionale, che comprenda il reintegro dei rifugiati.

Il piano Ghani, però, non affronta alcuni temi come il disimpegno internazionale. Basterà all’Emirato Islamico per la tregua?

Secondo fonti locali, Ghani ha già inviato la controproposta alle cancellerie internazionali. Non è chiaro, però, se questa sia stata ricevuta anche dai talebani e quale sia la loro reazione a riguardo. Inoltre, non ci sono riferimenti al disimpegno internazionale dal paese asiatico. Di certo c’è, invece, che bisogna fare presto. Gli attacchi dell’Emirato Islamico in Afghanistan si stanno intensificando e diventano sempre più violenti. Peraltro, si riduce lo spazio per la loro tradizionale offensiva di primavera. Di conseguenza, se in Turchia non si troverà la quadra, è probabile che questa venga lanciata dopo poco. L’unica alternativa in quel caso per evitare una carneficina sarebbe offrire all’IEA qualcosa che permetta a tutti di prendere tempo, come uno scambio di prigionieri. Anche lì, però, non c’è certezza che accettino e comunque non ci sarebbero passi in avanti sulla crisi, ma solo laterali.

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