Afghanistan, Farah è stata liberata dai talebani a 24 ore dall’assedio

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I talebani sono stati sconfitti a Farah. Le forze di sicurezza di Kabul, col supporto aereo delle forze Usa in Afghanistan, hanno ripreso la città in 24 ore

I talebani sono stati sconfitti a Farah. Le forze di sicurezza di Kabul, col supporto aereo delle forze Usa in Afghanistan, hanno ripreso la città della regione occidentale, dove operano anche i militari italiani. Ci sono ancora alcune sacche di resistenza dell’Emirato Islamico, ma i militari del 207esimo corpo d’armata (Zafar) delle ANSF stanno lavorando per eliminarle. Si tratta comunque di piccoli gruppi, che combattono all’estrema periferia del centro abitato e nella zona rurale. Soprattutto a nord. Il bilancio provvisorio delle vittime è, secondo fonti ufficiali, di 300 miliziani eliminati a fronte di 25 tra soldati e poliziotti (15 i primi e 10 i secondi) uccisi. Negli scontri hanno anche perso la vita 5 civili. Ciò, nonostante il maxi attacco sia stato effettuato da circa 2.000 jihadisti, la maggior parte dei quali è fuggita verso est e sud est.

All’offensiva di primavera dell’Emirato Islamico nella provincia hanno partecipato 2.000 jihadisti provenienti anche da Helmand, Herat, Ghor e Zabul

Di fatto, l’offensiva di primavera dei talebani a Farah è durata circa 24 ore. Questa è avvenuta in due fasi. Nella prima hanno partecipato circa 1.000 miliziani dell’Emirato Islamico, i quali hanno attaccato alcuni distretti nella provincia afghana. A loro se ne sono aggiunti altrettanti nel momento in cui è stata presa di mira la città. Peraltro, non si trattava solo di jihadisti locali. Il gruppo, infatti, era composto da elementi provenienti da Helmand, Herat, Ghor e Zabul. Segno che l’azione è stata pianificata e coordinata in anticipo, anche se non ha dato i frutti sperati. Ciò grazie al fatto che le ANSF, piuttosto che combattere da subito ovunque, hanno scelto di mettere in sicurezza solo le strutture chiave, come i quartier generali della polizia e dell’NDS (l’intelligence), nonché la prigione centrale e l’ospedale della città. Poi, appena arrivati i rinforzi e il supporto aereo, hanno contrattaccato neutralizzando la minaccia.