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Afghanistan, elders chiedono altri attacchi contro Isis con la superbomba

Afghanistan, Elders Chiedono Altri Attacchi Contro Isis Con La Superbomba

Gli elders chiedono da tempo sostegno nella lotta contro Isis a Nargarhar

In Afghanistan i leader tribali chiedono nuovi attacchi contro Isis: Possibilmente con ordigni tipo la GBU-43 MOAB. Soprannominata la “madre di tutte le bombe” o la superbomba. Lo ha rivelato il governatore provinciale di Nargarhar, Ataullah Khogyani. L’alto funzionario ha affermato che gli elders (gli anziani) hanno chiesto ulteriore supporto nella lotta contro Daesh. Soprattutto dopo aver visto i risultati che ha portato il raid con la MOAB: oltre 80 jihadisti dello Stato Islamico uccisi e la distruzione della rete di tunnel dei miliziani ad Achin. Alle sue parole di sono unite quelle del segretario del Consiglio provinciale, Zabiullah Zmarai, il quale ha sottolineato che gli elders da tempo chiedevano sostegno al governo per l’eliminazione dei jihadisti nella provincia.

Lo strike con la superbomba avvenuto su informazioni precise

A pesare verso le richieste di usare di nuovo la superbomba è stato anche il fatto che questa non ha causato vittime civili. Ciò grazie a due elementi: il primo è stato la precisione con cui è stato condotto l’attacco. Il secondo sono state le informazioni che gli stessi elders e autorità afghane hanno fornito agli Usa in fase di pianificazione dello strike. Infine ce ne è un terzo che vale non solo per Nargarhar, ma anche per il resto dell’Afghanistan. L’azione con la GBU-43 MOAB ha preso di mira il principale centro di comando Isis, che rappresenta una minaccia per tutto il paese. Tanto che gli elders tribali hanno formalmente approvato l’attacco anti-Daesh e i risultati che ha prodotto.

In corso anche l’operazione Hamza: uccisi 94 jihadisti e 4 leader Isis

L’attacco con la madre di tutte le bombe, la GBU-42 MOAB però, è solo uno degli elementi della guerra a Isis in Afghanistan. Oltre ai raid aerei, infatti, a Nargarhar è in corso un’operazione sul terreno chiamata Hamza. Le manovre hanno portato alla morte di 94 miliziani Daesh, proprio nei pressi di Achin. Tra questi anche 4 leader dello Stato Islamico: Hamza Abu Bakar, Mohammad Ibrani, Hamid Kunari e Walkin, fratello di Hafiz Saeed uno dei massimi comandanti Isil nella nazione asiatica. Inoltre, sono stati scoperti e distrutti un importante base dei jihadisti e un grande deposito di armi, munizioni ed esplosivi.

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