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Afghanistan, è crisi con l’Iran dopo i pestaggi dei rifugiati alle frontiere

E’ crisi tra Afghanistan e Iran dopo i pestaggi dei rifugiati alle frontiere. Aumentano le manifestazioni contro la Repubblica Islamica, da Kabul a Khost. Teheran è obbligata a chiudere il consolato a Herat

Tra Iran e Afghanistan è scoppiata una crisi dopo la diffusione sui social network di alcuni video che ritrarrebbero guardie di frontiera di Teheran picchiare violentemente i rifugiati del paese vicino. In tutta la nazione asiatica sono scoppiate proteste, da Kabul a Khowst. Persino a Herat, finora la città più “amica” della Repubblica islamica, ci sono stati disordini e manifestazioni con cori che gridavano “morte all’Iran”. Non a caso, Teheran è stata obbligata a chiudere temporaneamente il suo consolato, dopo aver chiesto invano ai talebani di garantire la sicurezza delle missioni diplomatiche. L’Emirato Islamico è intervenuto in tutte le città per sedare le proteste. Ma, a differenza di quanto avviene tradizionalmente in questi casi, lo ha fatto in modo blando e lasciando ampio spazio ai manifestanti.

I talebani per ora intervengono col contagocce, in quanto all’Emirato Islamico conviene che la popolazione si concentri su un nemico diverso ed esterno

La crisi tra Afghanistan e Iran presumibilmente continuerà nel prossimo futuro. Ciò in quanto Teheran, invece di stigmatizzare i comportamenti delle sue guardie di frontiera e annunciare provvedimenti, si è limitata a dichiarare che i video sono falsi e che sono un tentativo di minare le storiche relazioni tra le due nazioni. Alla popolazione dello stato vicino questa risposta non è piaciuta, anzi. Ha alimentato i sentimenti di vendetta, come conferma una sempre maggiore partecipazione alle manifestazioni. I talebani per ora lasciano fare, in quanto all’Emirato Islamico conviene che gli abitanti locali si “distraggano” concentrandosi su un “nemico” diverso ed esterno, invece che sulla violenta crisi economica e umanitaria interna in corso.

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