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Afghanistan, anche gli USA si attivano per salvare gli interpreti dai talebani

Anche gli USA dopo l’Italia lanciano l’operazione per salvare gli interpreti afghani dai talebani: si chiama Allies Refuge e il primo gruppo è già arrivato a Fort Lee. Gli interpreti e le famiglie saranno ospitati nelle basi fino alla ricollocazione

Anche gli Stati Uniti, come l’Italia con l’operazione Aquila, hanno avviato un’iniziativa per evacuare gli interpreti locali e le loro famiglie dall’Afghanistan. Si chiama Operation Allies Refuge e lo scopo è metterli in salvo dalle rappresaglie dei talebani, che stanno progressivamente avanzando in diverse aree del paese asiatico. In tutto sono state presentate circa 18.000 domande per ottenere lo Special Immigrant Visa (SIV) dagli Usa. Processarle tutte, però, richiederà molto tempo. Ecco perché intanto i richiedenti saranno ospitati presso basi militari su suolo americano o comunque all’estero. Il primo gruppo è appena arrivato a Fort Lee in Virginia. Sono circa 2.500 persone che verranno ospitate presso strutture interne fino alla loro ricollocazione, che si ritiene avverrà presto. I voli per sfuggire alla vendetta dell’Emirato Islamico, intanto, proseguono.

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