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WikiLeaks conferma che siamo in pericolo, ma la minaccia non sono gli 007

La Cia fa il suo lavoro, il problema è quando altri hanno le stesse capacità

Le rivelazioni di WikiLeaks sul fatto che la Cia potrebbe aver spiato milioni di persone attraverso il cyberspazio stanno causando ondate di indignazione e stupore. Sinceramente, è curioso il clamore che hanno scatenato i leaks. La Central Intelligence Agency è appunto l’Agenzia d’intelligence nazionale istituzionale Usa. Di conseguenza, il suo mandato è proprio quello di “spiare”. Inoltre, è normale che utilizzi le nuove tecnologie, IoT in testa. Se non lo facesse, rimarrebbe un passo indietro rispetto ai competitor e soprattutto agli avversari. Il problema, invece, è un altro: se gli 007 sono in grado di farlo, anche altri lo possono essere. E con scopi diversi. Come è stato dimostrato in numerosi casi. Perciò, bisogna stare molto attenti sul web. I pericoli, infatti, ci sono. Ma non vengono dall’intelligence. Bensì dal cybercrime e da malintenzionati informatici.

Gli 007 non sono interessati ai cittadini qualunque, il cybercrime sì

All’intelligence non interessa cosa fa nella sua vita privata il cittadino “pincopallino”. A meno che non sia legato alla sicurezza nazionale. Invece, il cybercrime è molto attento. E sfrutta qualsiasi occasione per fare cassa, a spese delle vittime. Lo fa, peraltro, già da anni e usando tutto ciò che può, IoT in testa. È stato emblematico quanto avvenuto in Germania qualche tempo fa: degli hacker con un malware hanno preso il controllo delle telecamere di alcune smart tv e hanno registrato le effusioni di diverse coppie ignare di quanto stava accadendo. Queste, si sono trovate improvvisamente sul web o sono state minacciate che sarebbe accaduto se non avessero pagato un riscatto. Non solo. Sono sempre più numerosi e complessi i casi di ransomware a danni delle aziende. E non è la Cia o qualche agenzia di sicurezza straniera a condurle. Sono semplici criminali informatici.

Le rivelazioni di WikiLeaks confermano che bisogna stare più attenti nel cyberspazio

Le rivelazioni di WikiLeaks, però, mettono in evidenza un dato importante: molte cose che abbiamo nelle nostre case possono essere usato contro di noi. Non tanto dalle intelligence; ma più che altro da chi intende colpirci o trarre un profitto a nostre spese. Di conseguenza, dovremmo essere più attenti in relazione a tutto ciò che riguarda il cyberspazio: da quando e come navighiamo ai dati che rendiamo disponibili sul web, ai dispositivi IoT che usiamo nella nostra vita quotidiana. I rischi vengono da lì e sono molto concreti. Lo confermano tutti i più recenti rapporti delle agenzie specializzate nella cybersecurity. Anche perché è stato dimostrato che tutto ciò che è connesso a internet è hackerabile: e quindi, un pericolo.

 

 

 

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