skip to Main Content

Uno dei nemici peggiori per il Cybercrime sono i traduttori automatici

Uno Dei Nemici Peggiori Per Il Cybercrime Sono I Traduttori Automatici

I traduttori automatici sono uno dei peggiori nemici del cybercrime, specialmente nel phishing e nelle campagne malspam. Per massimizzare la loro diffusione, i testi della mail vengono tradotti in più lingue, ma senza controllo. Con risultati disastrosi e a volte comici

Uno dei nemici peggiori per il cybercrime, quando si preparano le campagne-truffa di malspam, non sono gli antivirus o gli utenti: ma i traduttori online. Lo rivelano le scoperte fatte negli ultimi anni dagli esperti di cyber security. Le esche spesso sono allettanti e potrebbero indurre la vittima in errore, aprendo il file o il link malevolo. Quello che proprio non funziona, invece, sono i messaggi. I criminali informatici per cercare di attrarre più “bersagli” possibili, cambiano la lingua del testo. Però, per non perdere tempo, usano principalmente strumenti di traduzione automatica e non controllano quale è il risultato. Questo, infatti, in molti casi è incomprensibile quando non diventa comico. Ci sono anche gruppi che creano trappole quasi perfette, ma sono la minoranza. La maggior parte delle campagne soffre di lacune grammaticali e sintattiche estremamente evidenti.

Gli esperti di cyber security: quello che per i cyber criminali è una vulnerabilità, può diventare un’arma per le vittime. Leggendo attentamente i messaggi, infatti, si possono evitare molte truffe

Secondo gli esperti di cyber security, questa superficialità è una falla importante del cybercrime e un’arma, che invece può essere sfruttata dalle vittime. Leggendo bene i messaggi di malspam, infatti, si può capire facilmente che si tratti di una frode ed evitare la trappola. Ci sono anche mail in cui non viene specificato il nome del destinatario nel testo, ma rimane un generico “Dear Sir/Madame” o simili. Questo è un ulteriore indicatore che si tratti di un fake. In un’epoca in cui il marketing è estremizzato e le offerte sono “ritagliate” sulle presunte necessità del singolo, nessuna azienda si rivolgerebbe a lui in modo generico. Peraltro, ci sono casi in cui persino “l’incipit”, grazie ai traduttori automatici, diventa ridicolo. Il ricercatore reecDeep ha scoperto, per esempio, un attacco phishing con una presunta email di Amazon, in cui il mittente salutava il destinatario con un “Ciao” (unica parola comprensibile).

Photo Credits: reecDeep

Back To Top