skip to Main Content

Quando la sicurezza informatica si scontra con la follia umana, e perde

Quando La Sicurezza Informatica Si Scontra Con La Follia Umana, E Perde

Sul web c’è di tutto: il mistero del “porta tazza” rotto del computer

La sicurezza informatica è un tema estremamente serio, che sta emergendo negli ultimi anni. Ciò a seguito del moltiplicarsi di attacchi di ogni tipo. Da quelli del cybercrime, allo spionaggio, alla cyberwarfare. Spesso, però, gli esperti e i ricercatori si trovano costretti a combattere contro un nemico imprevisto e invincibile: gli utenti. Soprattutto i dipendenti delle aziende da proteggere. Non tanto per malafede, ma piuttosto per ignoranza. Intesa come non conoscenza di base dei sistemi su cui operano e della terminologia legata. Quando devono spiegare le problematiche che si trovano ad affrontare o le emergenze sui loro computer, coniano nuove parole o compiono azioni che difficilmente riescono a non strappare una risata. Il web è pieno di esempi, alcuni dei quali sono geniali. C’è un signore che chiama il supporto tecnico perché gli si è rotto il “porta tazza” del pc. Costui chiedeva la sostituzione in quanto era in garanzia. Dopo alcune domande, l’interlocutore è riuscito a capire che in realtà si trattava del lettore CD-ROM.

È difficile controllare il mouse con ancora l’imballo, scambiato per proteggi-polvere

Al telefono con il tecnico, un cliente lamentava che il mouse era molto difficile da controllare con il coprimouse antipolvere. Di fatto, non aveva mai rimosso il sacchetto di plastica dell’imballaggio. Un altro ha chiamato un call center per un presunto software difettoso e questo ha chiesto di spedire i dischi al produttore. L’operazione è stata compiuta, peccato che il cliente abbia inviato una fotocopia dei floppy. Una segretaria chiama l’assistenza perché aveva un virus. Le fanno installare un antivirus e le dicono di riavviare. 2 secondi, fatto. A quel punto le domandano quale computer abbia e lei risponde un PC di 5 o 6 anni fa. Il tecnico, insospettito, le chiede se ha fatto scansione memoria, controllo dischi e caricamento del sistema operativo. Lei nega, spiegando che ogni volta che riaccende lo trova esattamente come prima. La signora per anni ha acceso e spento solo il monitor.

La terminologia e l’hardware, questi sconosciuti

C’è poi un intero capitolo che va dedicato alla terminologia informatica. Nonostante sul web ci siano numerosissimi glossari, gli utenti continuano imperterriti a cambiare i nomi a piacimento. Su tutto. Il desktop, la scrivania, può diventare da Dekstop a Scrivagna, fino a Destrop. Lo username si trasforma in usname (pronunciato come scritto), logname, nome e cognome, dati personali, come mi chiamo. La password, invece, diventa penssword, panstord, pazzword o la parola d’ordine. Se ci sono problemi di connessione, questa è inarrivabile, infunzionale, irraggiungibile, indisponibile. Ovviamente, il kernel è il chené, cnel, kerl. Ovviamente, non si può concludere senza citare qualche svarione legato all’hardware. Il Modem in diversi casi di richiesta di assistenza tecnica è diventato il mortem o la scatoletta di internet. La chiavetta o pennetta USB si trasforma nello zeppetto. Che dire poi del monitor, che si trasforma “nel video del computer” o del mouse che diventa la”rotella”?

Back To Top