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Nuova stretta della Cina su internet, colpite le transazioni sui bitcoin

Nuova Stretta Della Cina Su Internet, Colpite Le Transazioni Sui Bitcoin

Il deprezzamento dello yuan ha portato al trasferimento all’estero di 700 miliardi nel 2016

Stretta della Cina anche sui bitcoin. Dopo una generale chiusura di internet con il Great Firewall e il blocco delle VPN, Pechino ha deciso di stabilire norme più stringenti legate alla moneta elettronica. L’obiettivo, secondo la Banca Centrale (PBoC) che ha emesso i nuovi regolamenti, è contrastare il flusso di denaro all’estero. Questi sono nati dopo un incontro tra l’Istituzione e 9 piattaforme di trading locali, lo riporta AFP. Chi non li rispetterà alla lettera sarà passibile di arresto e la piattaforma verrà chiusa. Il forte deprezzamento dello yuan contro il dollaro, infatti, ha fatto impennare le fughe di capitali. Queste si stimano siano state pari a circa 700 miliardi nel 2016. A seguito di ciò, Beijing ha lanciato una serie di misure drastiche. Aumentando i controlli in tutti i settori, compresi gli acquisti da parte di singoli di valute estere. Pratica che ha fatto crescere la domanda di bitcoin.

Le nuove norme sui bitcoin della Banca Centrale cinese

In base alle nuove norme, sarà vietato fare margin trading dei bitcoin. Questa è una pratica diffusa che permette agli investitori di contrarre debiti per comprare la moneta elettronica e di ripagarli con i profitti derivati dai rialzi di essa. Di fatto, prendendo in prestito i fondi necessari all’operazione. Inoltre, non si potrà più riciclare denaro o portare avanti pratiche che violino le leggi cinesi sullo scambio di valuta estera o in materia di tasse. La Banca Centrale cinese, peraltro, aveva già inviato a gennaio squadre di ispettori presso le maggiori piattaforme di trading di bitcoin nel paese, i quali poi avevano riportato all’organismo le loro conclusioni. A seguito di ciò, poi sono state studiate le nuove norme.

La stretta potrebbe avere ricadute a livello globale. Il 98,4% degli scambi è gestito da 3 piattaforme cinesi

La stretta della Cina sui bitcoin rischia di avere effetti devastanti su tutto il mercato di moneta elettronica a livello globale. Le tre più grandi piattaforme della nazione asiatica – BTC China, Okcoin e Huobi –, infatti, controllano circa il 98,4% di tutti gli scambi a livello mondiale. Di conseguenza, una loro eventuale chiusura porterà a una rivoluzione del mercato. Queste, comunque, hanno reagito immediatamente ai provvedimenti. A proposito hanno annunciato misure più stringenti di controllo dei loro utenti e della provenienza del denaro usato per le transazioni. Inoltre, si sono riservate di congelare le operazioni e di notificare le informazioni alle autorità competenti.

 

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