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Nasce Security Without Borders: neo difensore dei diritti umani sul web

Security Without Borders nasce contro le minacce e le persecuzioni sul web

Gli hacker si uniscono per aiutare i dissidenti, gli attivisti, i giornalisti e i difensori dei diritti umani a proteggersi dagli attacchi informatici. Nel corso del Chaos Communication Congress ad Amburgo è nato il collettivo di esperti di cybersecurity Security Without Borders (SWB). L’ideatore è Claudio Guarnieri, un esperto IT che lavora – tra gli altri – con Amnesty International e Citizen Lab. Sul sito web del gruppo si legge che “in questa età moderna digitale, coloro che denunciano la corruzione, combattono il razzismo e lottano per la giustizia e la democrazia, affrontano minacce crescenti e persecuzioni online. Security Without Borders è un collettivo aperto di hacker e professionisti della sicurezza cibernetica, che si offrono volontariamente nell’assistere giornalisti, difensori dei diritti umani e organizzazioni non-profit con problemi di sicurezza informatica”.

Cosa fa Security Without Borders e da chi è composto

“Siamo in grado di assistere con valutazioni sulla cybersecurity, condurre indagini e analisi sulle violazioni – si legge sul sito web -. In generale, agire come consulenti su questioni relative alla sicurezza informatica. Poiché i servizi di sicurezza sono spesso costosi da trovare, li SWB offre gratuitamente alle organizzazioni e alle persone che combattono contro gli abusi dei diritti umani, il razzismo e altre ingiustizie”. Al momento, Security Without Borders è composta da 20-30 persone, secondo quanto ha detto Guarnieri in un’intervista a Motherboard. Si tratta di malware analysts, engineers e system administrators. “Alcuni di noi lavorano nella corporate security – ha spiegato -. Altri nel mondo accademico e nelle organizzazioni per i diritti umani”.

Per Security Without Borders reclutamento e aiuto 24 ore al giorno

Peraltro, il reclutamento di altri hacker ed esperti è continuo. Sul sito internet di SWB ci sono collegamenti per proporsi come volontari. Questi verranno messi alla prova e una volta confermate le loro capacità e buona fede, saranno messi al lavoro su temi sensibili. In forma anonima o meno, a seconda delle preferenze. Security Without Borders pensa anche di creare una newsletter, da inviare ai gruppi più a rischio, in cui vengono elencate le ultime vulnerabilità e gli sviluppi nella cybersecurity. Per chi volesse usufruire dell’aiuto, invece, basterà compilare il form online presente sul sito web del gruppo. Le richieste arriveranno immediatamente ai membri del collettivo, che decideranno come lavorarle.

La protezione informatica contro l’oppressione online diventa cruciale

Il tema della protezione informatica sul versante dei diritti umani è molto sensibile e attuale. Con l’esplosione delle attività nel cyberspazio, infatti, gli attacchi contro soggetti “scomodi” si sono moltiplicati. Non solo per causare danni o sabotare, ma anche per spiare il loro lavoro. Gli attori, inoltre, non sono elementi del cybercrime o organizzazioni concorrenti. Ma organismi nazionali e governi. Perciò, la protezione online di attivisti e di tutti coloro che si occupano di diritti umani è diventata fondamentale. Lo conferma il successo di Security Without Borders, che sta già raccogliendo migliaia di adesioni. Inoltre, si stanno organizzando diversi meet-up spontanei in numerose città.

Il sito web di Security Without Borders

Il profilo Twitter di Claudio Guarnieri

L’intervista di Guarnieri su Motherboard

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