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L’Australia blinda le sue cyber difese contro le minacce in evoluzione

L’Australia Blinda Le Sue Cyber Difese Contro Le Minacce In Evoluzione

Obiettivo: dotare l’ADF di nuovi strumenti per proteggere il paese dalle cyber minacce

Nuovo investimento dell’Australia sulla sicurezza informatica. Il governo federale ha annunciato la costituzione del Next Generation Technologies Fund per incrementare le capacità nazionali di cyber defence. L’iniziativa sarà finanziata con 730 milioni di dollari e ha come obiettivo contrastare i metodi di attacco avversari. Lo farà attraverso “soluzioni creative” che verranno messe a disposizione dell’Australian Defence Force (ADF). Canberra, comunque, ritiene che ne beneficeranno anche le industrie del paese. “A causa del fatto che i nostri nemici escogitano nuovi modi per attaccare – ha affermato in una nota il ministro dell’Industria della Difesa, Christopher Pyne -, l’ADF deve avere metodi avanzati per rispondere e sconfiggere le nuove minacce. Questo è un programma di ricerca e sviluppo strategico decennale che fornirà nuove capacità all’ADF”.

Come funziona il Fondo e cosa farà

Il Next Generation Technologies Fund avrà un investimento iniziale di 16,8 milioni di dollari australiani. Successivamente sarà incrementato fino ad arrivare ai 730 milioni. Il lavoro si baserà sull’expertise scientifico fornito dai settori industriale e accademico nel creare nuove tecnologie e impiegare al meglio quelle esistenti. Il primo programma su cui ci si concentrerà si chiama Grand Challenges: la Difesa presenterà agli esperti un problema di non facile soluzione e chiederà loro di trovare risposte. Questo è come contrastare le minacce informatiche impreviste (CIT), in costante evoluzione e che colpiscono quotidianamente i militari. Per giungere al bandolo della matassa, si dovranno condurre studi congiunti e multi-disciplinari. A compierli saranno sia grandi aziende sia start-up, ricercatori accademici e scienziati della Difesa.

Il Fondo è solo l’ultima iniziativa australiana in ambito cyber

Nell’ambito del Fondo, l’Australia creerà anche un network ampio in tutto il paese legato alla cyber security militare. Dai Defence Cooperative Research Centres a network universitari, passando a uno schema di acceleratore in ambito Difesa. “Il governo è determinato a fare l’investimento più grande nel Fondo – ha aggiunto Pyne -, e a far sì che le industrie e il mondo accademico siano attivamente coinvolti”. Il loro compito, insieme ai militari, “sarà sviluppare capacità imbattibili per il futuro dell’ADF”. I settori su cui ci lavorerà, in base al Libro Bianco della Difesa 2016, sono diversi: Cybersecurity; Spazio, quantistica, sistemi autonomi, performance umane migliorate, contromisure mediche, scienze dei materiali multidisciplinari, intelligence integrata, sorveglianza e ricognizione, sensori avanzati e supersonica. A questi si aggiungono le recenti nascite del Cyber Security Growth Centre e del Joint Cyber Security Centre. Nonché fondi alle università che garantiscono formazione specializzata sulla sicurezza informatica

 

 

 

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