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La Cina dichiara guerra alle VPN

La Cina Dichiara Guerra Alle VPN

Le VPN sono usate per aggirare il sistema di censura web Great Firewall

La Cina ha annunciato la chiusura in massa delle VPN on tutto il paese. L’obiettivo è evitare che gli utenti possano bypassare il Great Firewall, il sistema di censura sul web creato da Pechino. Una VPN (virtual private network) è una rete di telecomunicazioni privata, instaurata tra soggetti che utilizzano come tecnologia di trasporto un protocollo di trasmissione pubblico e condiviso, come internet. L’operazione di chiusura collettiva è stata avviata dal ministero dell’Informazione e della Tecnologia della Repubblica Popolare. Questo ha ribadito che verrà effettuata una pulizia accurata delle connessioni internet in Cina. Non solo contro le VPN, ma anche verso tutte le connessioni non monitorate dal sistema centrale.

730 milioni di cinesi sono criminali potenziali

A seguito della battaglia annunciata, usare o detenere un servizio VPN locale in Cina sarà illegale. Ciò a meno che non si disponga di un’autorizzazione governativa. Infatti, tutte le reti private virtuali e le linee su cavo nel paese per poter esistere dovranno avere apposita licenza. Il provvedimento è stato uno shock per gli utenti e per gli operatori. Secondo le stime, ci sono circa 730 milioni di persone che dall’oggi al domani rischiano di diventare dei criminali. Solo per aver usato i servizi VPN.

Come funzionano le VPN e il Great Firewall

Le VPN sono usate dagli utenti nella Repubblica Popolare per navigare sul web aperto, senza censure. Ciò grazie al fatto che le connessioni tra loro e la rete sono criptate. Di conseguenza, vengono aggirate tutte le restrizioni del firewall. Per farlo è sufficiente scaricare un programma VPN o impostare una rete virtuale privata manualmente sul proprio sistema, seguendo i dettagli forniti dal provider. La loro diffusione è decollata dopo la nascita del Great Firewall (vero nome Golden Shield Project), avviato nel 1998 ed è entrato in funzione nel 2006. Di fatto, è un sistema di filtri e sorveglianza, che blocca dati potenzialmente sfavorevoli in entrata dai paesi stranieri. Inoltre, tramite un sistema di rilevamento di parole chiave, registra e comunica tutte le attività o ricerche “sospette”, che avvengono in Cina. È gestito dal ministero della Pubblica Sicurezza (MPS).

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