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Italia, Tofalo annuncia la riorganizzazione della cyber security nella Difesa

Italia, Tofalo Annuncia La Riorganizzazione Della Cyber Security Nella Difesa

Il sottosegretario Angelo Tofalo annuncia una riorganizzazione interna del comparto cyber in ambito Difesa, che porterà l’Italia due gradini in avanti nel sistema internazionale. La tempistica potrebbe essere di tre o quattro mesi

“Il Sistema Paese ha bisogno di una Difesa efficace ed efficiente. Per raggiungere questo ambizioso risultato è necessaria una riorganizzazione dei reparti che si occupano di domino cibernetico”, lo ha spiegato il sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo, intervenendo al Cyber Day, organizzato dal Segretariato Generale della Difesa e Direzione Nazionale degli Armamenti (SEGREDIFE/DNA). A proposito, Tofalo ha annunciato al seminario che questa nuova riorganizzazione è già cominciata e che la sta portando avanti con il capo di Stato Maggiore della Difesa (SMD), generale Enzo Vecciarelli. Il sottosegretario non ha voluto fornire dettagli, limitandosi a dire che si tratta di una riorganizzazione interna piuttosto semplice, ma che farà parlare. Questa, infatti, porterà avanti la Difesa e l’Italia nel sistema internazionale “non uno, ma due gradini”. Non c’è una tempistica precisa, ma Tofalo si è detto fiducioso che si riesca a portare a termine nell’arco di tre o quattro mesi.

L’Italia si appresta ad avere capacità cyber più aggressive, oltre che difensive. Tutto il comparto Difesa, però, deve parlare la stessa lingua cibernetica

La nuova riorganizzazione cyber della Difesa, peraltro, coinvolgerà sia il procurement sia l’utilizzo del dominio cibernetico del comparto. E sarà rivolta non solo a migliorare le capacità difensive, ma anche offensive. Tofalo ha spiegato, infatti, che bisogna essere in grado di “difendere i confini, ma anche capaci di attaccare in maniera esplosiva, puntuale e precisa. E’ la direzione che si sta dando in ambito NATO” e UE. A proposito “ministero, Capo di SMD e tutti gli uomini e le donne impegnati in Italia e all’estero, devono parlare la stessa lingua cibernetica – ha sottolineato il sottosegretario -. Questa policy sarà anche a vantaggio del procurement che ha bisogno, tra l’altro, di procedure più snelle, seppur rigorose, che consentano di essere sempre al passo con i tempi. Ciò porterà l’ottimizzazione delle risorse, un risparmio in termini economici, ma soprattutto maggiore sicurezza del dominio cibernetico della Difesa e quindi del Sistema Paese”.

Il Capo di SMD, il generale Vecciarelli: La difesa del cyberspazio è un nostro primario interesse. Soprattutto in un momento in cui l’information superiority è prevalente nelle dinamiche delle operazioni militari

“La difesa del cyberspazio è un nostro primario interesse, non solo perché le nostre infrastrutture critiche sono esposte a potenziali rischi. Ma anche perché nel mondo del dominio cibernetico non c’è entità statuale o organizzazione che sia in grado di difendersi da sola da questo tipo di minaccia”, lo ha sottolineato il Capo di SMD, Generale Enzo Vecciarelli, nel suo intervento al Cyber Day. “L’esperienza, la professionalità e la mentalità maturate dai militari in anni di impegni internazionali – ha aggiunto il capo di SMD – possono dare un grande contributo al sistema paese. Ciò nell’ottica di un approccio omnicomprensivo, in un momento in cui l’information superiority è prevalente nelle dinamiche delle operazioni militari”.

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