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L’Italia blinda la sua cyber security militare e civile istituzionale

L’Italia Blinda La Sua Cyber Security Militare E Civile Istituzionale

Dal maxi emendamento alla Legge di Bilancio in Italia un milione all’anno per la Difesa dal 2019 al 2021. Intanto, la Pubblica Amministrazione sarà obbligata a innovarsi, pena causare un possibile danno erariale

Il ministero della Difesa in Italia avrà un ulteriore milione di euro all’anno, dal 2019 al 2021, per rafforzare la cyber security nazionale. Lo ha stabilito il maxi emendamento alla Legge di Bilancio, che al suo interno ha inserito numerose iniziative legate alla Information Technology (IT) e alle industrie, come riporta Agenda Digitale. Nelle modifiche che integrano la manovra, infatti, vengono stabiliti i fondi per Palazzo Baracchini, al fine di potenziare gli interventi e gli strumenti per la difesa cyber, oltre che per “rafforzare la capacità di resilienza energetica nazionale”, si legge nel testo. Il provvedimento si aggiunge all’obbligo per la Pubblica Amministrazione (PA) di innovarsi. A proposito, circa due settimane fa, è stato siglato il protocollo d’intesa “Per la promozione e la verifica della trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione” tra Corte dei Conti e Commissario straordinario per l’Attuazione dell’Agenda digitale. Questo stabilisce che la mancata innovazione potrebbe configurare un danno erariale.

L’obiettivo è migliorare la cyber security in Italia. Sia militare sia civile istituzionale

I due provvedimenti nel maxi emendamento alla Legge di Bilancio hanno uno scopo ben preciso. Incrementare la cyber security in Italia. Sia a livello “militare” sia civile. Non è un caso che il protocollo di fatto obblighi la PA ad aggiornarsi. Questa negli ultimi mesi è stata il bersaglio di campagne di attacchi informatici a scopo di cyber spionaggio e non solo. E gli attori malevoli, che si ritiene possano essere a livello di stato, con buona probabilità hanno sfruttato falle parzialmente causate da sistemi e software della Pubblica Amministrazione non aggiornati o non protetti adeguatamente. In ambito Difesa, invece, c’è un doppio binario. Da una parte la tutela delle infrastrutture critiche militari (e non) da offensive cyber. Dall’altra, la riorganizzazione di tutto il comparto di cyber security (come aveva annunciato il sottosegretario Tofalo), CIOC (Comando Interforze Operazioni Cibernetiche) in primis, che dovrebbe essere dotato anche di capacità offensive.

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