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Isis perde la guerra del web e in Italia usa i giovani per il proselitismo online

Isis Perde La Guerra Del Web E In Italia Usa I Giovani Per Il Proselitismo Online

Isis perde terreno anche sul web. La Polizia Postale e delle Comunicazioni: Nell’ultimo anno, in concomitanza con le recenti perdite territoriali, c’è stato un significativo decremento dell’attività mediatica del Daesh. Qualitativo e quantitativo

Isis sta perdendo la sua guerra non solo sul terreno, ma anche sul web. tanto che cambia strategia per diffondere propaganda. Lo conferma la Polizia di Stato, che ha tracciato un bilancio delle sue attività di contrasto nel 2018 contro cybercrime e terrorismo online. Gli esperti di cyber security della Polizia Postale e delle Comunicazioni, a cui fanno capo le competenze in materia di contrasto al fenomeno del terrorismo di matrice jihadista in rete, hanno rilevato che “nell’ultimo anno, in concomitanza con le recenti perdite territoriali da parte dello Stato Islamico, si è riscontrato un significativo decremento dell’attività mediatica del Daesh – si legge in un comunicato -. In particolare per quanto concerne la diffusione di nuovi contenuti di proselitismo nel web, sia in termini quantitativi sia qualitativi. Infatti, si è notato che i pochi filmati e le info-grafiche emanati hanno standard qualitativi palesemente inferiori a quelli precedenti”.

Lo Stato Islamico passa dalla comunicazione di massa a quella compartimentata. In Italia usa i giovani per gestire il proselitismo online e istigare atti di terrorismo

Secondo la Polizia, Isis “è in fase di riorganizzazione/trasformazione e sta ristrutturando il suo network interno, nonché ridelineando la propria strategia. In particolare, si sta passando da forme di comunicazione di massa, ben strutturate, alla diffusione di materiale autoprodotto attraverso l’utilizzo di mezzi più semplici, quali smartphone, ma che comunque trovano diffusione attraverso canali sommersi e forme di comunicazione compartimentate”. Inoltre, sono i giovani i responsabili del proselitismo e dell’istigazione a commettere attacchi. Lo hanno confermato le operazioni ANSAR e LUPI DEL DESERTO. La prima ha portato all’arresto di un minorenne italiano di origine algerina. Questo svolgeva un’intensa campagna di proselitismo di matrice jihadista su Telegram, istigando altri utenti a commettere delitti di terrorismo. La seconda ha visto un 22enne irregolare egiziano arrestato per associazione con finalità di terrorismo internazionale e istigazione e apologia per delitti di terrorismo. Entrambi legati allo Stato Islamico e auto-radicalizzati online.

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