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Isis in Italia cambia la propaganda su Telegram, ultima arma per la radicalizzazione

Isis In Italia Cambia La Propaganda Su Telegram, Ultima Arma Per La Radicalizzazione

Ghulibati a Rum, il canale di propaganda online Isis su Telegram in Italia, cambia grafica e il livello qualitativo dei testi

Ghulibati a Rum, il canale di propaganda online Isis su Telegram in Italia, cambia grafica allo stesso modo di quello francese Infos al Nur. Lo hanno scoperto gli analisti intelligence. Sembra che l’operazione faccia parte di una strategia del Daesh, cominciata recentemente, di puntare sul nostro paese per reclutamenti e radicalizzazioni. Tanto che nei giorni scorsi ci sono state altre iniziative analoghe. Dalle traduzioni di infografiche di Al Naba a quelle dei video, fino a quelle delle recitazione del Corano via al-Hayat. I primi segnali in questo senso si sono cominciati a vedere a giugno, quando fu tradotto in italiano un discorso di Abu Hassan al-Muhajir, definito il portavoce ufficiale dello Stato Islamico, di aprile di questo’anno. Il titolo era “Attieniti alla loro guida”. Da quel momento sono aumentate esponenzialmente le azioni di questo tipo, che peraltro vengono diffuse con un livello qualitativo del testo senza precedenti.

Le novità sulla propaganda online del Daesh in Italia sono coincise con l’ondata di espulsioni di supporters Isis, a opera delle nostre forze di sicurezza

Sembra, anche se non ci sono conferme ufficiali, che il cambio di passo nella propaganda Isis in Italia attraverso i social media sia cominciato a seguito dell’ondata di arresti ed espulsioni di supporters dello Stato Islamico. L’ipotesi che si fa in ambiti d’intelligence è che essendo più difficile veicolare i contenuti dei miliziani sui canali tradizionali, Daesh abbia puntato – come avviene all’estero già da tempo – su quelli online. Privilegiando come sempre Telegram. Ghulibati a Rum, per esempio è passato da ospitare traduzioni approssimative ad altre con buona proprietà di linguaggio. Inoltre, si sono accorciati i tempi di chiusura e riapertura del canale. Come se da una gestione amatoriale fosse passato a una professionale.

Lo Stato Islamico punta su web e social media come ultima arma per la radicalizzazione, dopo che in Italia i canali tradizionali sono stati “bruciati”?

Questi cambiamenti fanno presagire quindi che in Italia stia crescendo l’attenzione da parte di Isis sulla diffusione della propaganda attraverso altri megafoni, rispetto a quelli tradizionali. In particolare il passaparola, nei luoghi di aggregazione, in quelli di culto e nelle carceri. Ciò, associato all’aumento delle espulsioni di sostenitori dello Stato Islamico, significa che le forze di sicurezza del nostro paese hanno stretto le maglie e stanno facendo un ottimo lavoro nella prevenzione e repressione del fenomeno jihadista. Di conseguenza, per i miliziani e i supporter è diventato molto più difficile rispetto al passato far circolare contenuti di propaganda e radicalizzazione sul territorio nazionale. Inoltre, sono aumentati i rischi di essere individuati e fermati. E, in questo caso, l’ultima “arma” rimane quella del web e dei social media.

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