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Interpol dichiara guerra al cybercrime

Interpol Dichiara Guerra Al Cybercrime

Il cybercrime non è più caratterizzato da piccolo gruppi. Oggi sono network globali

Interpol dichiara guerra al cybercrime e propone un progetto per contrastare al meglio il fenomeno. L’Organizzazione ha rilevato che sempre più criminali stanno sfruttando la velocità, la convenienza e l’anonimato garantito da internet per commettere reati. Senza confini fisici o virtuali. Queste azioni causano danni e pongono minacce molto reali per le vittime in tutto il mondo. In passato la criminalità informatica era caratterizzata da singoli o da piccoli gruppi. Oggi ci sono network molto complessi, che coinvolgono soggetti da tutti il mondo in tempo reale per commettere reati su una scala che non ha precedenti. Le stesse organizzazioni criminali si spostano sempre più verso internet per facilitare le loro attività e massimizzare i profitti nei tempi più brevi. I crimini high-tech come l’hacking e le estorsioni DDoS pongono minacce reali alla sicurezza dei governi, delle aziende e dei singoli individui.

Interpol: La natura elusiva del cybercrime impone nuove tecniche di contrasto

Inoltre, secondo Interpol, il cybercrime rappresenta una sfida per le forze di polizia. Ciò in quanto molti paesi non hanno il know-how tecnologico o le capacità sufficienti per affrontarlo. Inoltre, l’aumento dell’uso della tecnologia per facilitare reati come i furti, le frodi e il terrorismo, aggiunge una nuova dimensione a queste attività tradizionali. Infatti, a seguito della natura transnazionale del cybercrime, con buona probabilità le prove si troveranno in diverse giurisdizioni. Perciò, oggi non sempre le forze dell’ordine hanno la possibilità di condurre analisi su dati necessari alle indagini. Oppure non hanno accesso in tempo reale a informazioni che potrebbero avere seri impatti sulla sicurezza dei loro cittadini o delle infrastrutture. Di conseguenza, la natura elusiva di questi crimini impone di adottare nuove tecniche per prevenirli, identificare gli attacchi, i modelli su cui si basano e le linee di indagini migliori per contrastarli.

Al via un progetto ambizioso per adeguare gli approcci alle cyber minacce

In questo contesto, Interpol ha sviluppato un nuovo progetto anci-cybercrime, che si basa su diversi pilastri. Innanzitutto lo sviluppo di una piattaforma analitica e per la condivisione in tempo reale delle informazioni. Questa permetterà anche di effettuare ricerche, analisi e di connettersi con esperti mondiali del settore. Inoltre, l’Organizzazione condurrà ricerche per identificare i trend della criminalità informatica in ambiti specifici. Dalla vendita di strumenti di hacking o malware all’asta al servizi di cybercrime in affitto (cybercrime as a service). I risultati verranno condivisi con i paesi membri, al fine di fornire supporto alla loro prontezza operativa. Parallelamente, Interpol lavorerà per sviluppare contromisure per queste minacce. Infine, ci saranno iniziative per “educare” la comunità della cyber private security (quella dei provider in primis) sulla condivisione di prove o informazioni.

Si studia sistema per collegare le informazioni digitali a quelle fisiche

Interpol, peraltro, sta lavorando anche per creare un sistema che colleghi le informazioni digitali (indirizzi IP, email, ecc…) con quelle fisiche (biometria, coordinate geografiche, ecc). Ciò per identificare più facilmente i sospetti criminali informatici. Inoltre, sta sviluppando nuove metodologie e tecnologie investigative legate al cybercrime. Lo fa in collaborazione con il settore privato e con il mondo accademico. Tra queste ci sono software per il riconoscimento facciale,  Image-based object recognition, Text analysis e Integrated analysis per collegare i reati e i perpetratori al mondo reale. Il progetto complessivo sarà finanziato dagli Emirati Arabi Uniti (UAE). Questi si sono impegnati a stanziare 50 milioni di euro per 7 iniziative di Interpol. L’occasione è stato il Unity Security Forum. Gli altri 6 progetti sono lotta al terrorismo, alla droga, ai traffici illeciti di beni, cultural heritage, comunità vulnerabili e crimini legati ai veicoli.

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