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InfoWar, qualcuno terrorizza i bambini in Italia sulla crisi in Ucraina

Qualcuno sta usando i social network per spaventare i bambini e i ragazzi in Italia, facendo circolare strani video di propaganda sulla crisi in Ucraina. Gli stessi filmati erano apparsi anche in Svezia

Qualcuno sta usando i social network per spaventare i bambini e i ragazzi in Italia, facendo circolare strani video di propaganda sulla crisi in Ucraina. I filmati all’inizio erano corredati da una canzone rap in russo e mostravano soldati, navi e aerei in attività operativa (anche mentre sparano). Nel testo si affermava che la NATO si prepara a una guerra in Europa e che la Terza Guerra Mondiale sembra inevitabile. Sono stati diffusi sui social network usati dai più giovani, come Tik Tok, e sui canali dedicati ai videogiochi. Ce ne sono diversi, sia prima dell’invasione russa dell’Ucraina sia dopo. Ognuno dei quali aggiunge informazioni sul pericolo della Nuova Guerra Mondiale, sfruttando gli ultimi eventi. L’Italia, peraltro, non è l’unico paese dove sono circolati i video. I primi, infatti, sono apparsi giorni prima in Svezia, scatenando centinaia di ragazzi e di genitori estremamente preoccupati, che hanno invaso i centralini della BRIS, l’agenzia nazionale per la tutela dei bambini. Sul caso è intervenuta anche la neonata Agenzia svedese per la Psychological Defence, che ha avviato un’indagine per cercare di riuscire a risalire agli autori dei filmati, al momento ignoti.

Il leit motiv di questa violenta cyber campagna di propaganda sui più giovani è il rischio concreto di una Terza Guerra Mondiale

Il leit motiv di questa violenta cyber campagna di propaganda sui più giovani è il rischio concreto di una Terza Guerra Mondiale che coinvolga il proprio paese. Il secondo è il bersaglio: i bambini. Non a caso, i contenuti sono stati fatti circolare solo sulle piattaforme social e i canali web frequentati dai più giovani. L’obiettivo, infine, non è ufficialmente dichiarato ma è facilmente intuibile, anche alla luce delle reazioni che i video di propaganda hanno suscitato in Italia e Svezia: terrorizzare i bambini affinché condizionino la percezione delle loro famiglie su quanto sta accadendo in relazione alla crisi Russia-Ucraina. Si potrebbe persino ipotizzare uno scopo secondario, più ampio: usare i più giovani per alimentare divisioni all’interno dell’Unione Europea sulla reazione da adottare contro le mosse della Russia. Tutte queste azioni rientrano appieno nella strategia di Info-War che la Russia ha da tempo avviato in Europa, sfruttando diverse tipologie di attori, temi e camere dell’eco.

Gli autori della campagna di Info-War sono professionisti delle PsyOps

Peraltro, chi ha creato i filmati è un professionista, evidentemente esperto nelle operazioni psicologiche (PsyOps). Li ha confezionati ad arte in base al messaggio che voleva far passare e al bersaglio prescelto. Ha scelto una “colonna sonora” adeguata, indecifrabile per chi non mastica il russo, ma con sonorità vicine ai ragazzi. Le riprese montate nel video ricalcano quelle molto in voga oggi nei videogames, soprattutto di tipo First-Person Shooting (FPS), gli sparatutto in prima persona in cui si impersona solitamente un guerriero o un membro delle forze speciali che deve compiere la sua missione. Gli stessi “bersagli” della campagna non sono casuali: i giovanissimi sono quelli con le menti più permeabili e malleabili alle forti sollecitazioni, ma anche con minori difese contro fake news e propaganda.

I primi a capire le potenzialità di queste leve sui più giovani furono i jihadisti ISIS

I primi a capire e a sfruttare le potenzialità che questo tipo di leva poteva garantire furono i gruppi terroristici di tipo jihadista. Anni fa ISIS confezionò e diffuse sui suoi canali web e social una serie di video che usavano immagini fortemente simboliche per i ragazzi (come quelle prese da film o videogiochi di culto) a scopo di reclutamento, inventando quello che fu definito il “marketing-terrorism”. Chi ha creato i nuovi video di propaganda sta facendo la stessa cosa, ma per ottenere un effetto opposto. Allora i jihadisti volevano attrarre il “pubblico” attorno a un tema. Oggi, invece, lo si vuole terrorizzare e far allontanare.

Alcuni video fatti circolare prima e dopo l’invasione russa in Ucraina

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