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India, maxi indagine dell’esercito sulla cyber security del suo personale

India, Maxi Indagine Dell’esercito Sulla Cyber Security Del Suo Personale

L’esercito indiano avvia una maxi inchiesta sulla cyber security di tutto il suo personale, a caccia di chi viola la policy sulla presenza online. I trasgressori subiranno una “punizione esemplare”

L’esercito in India dichiara guerra alle violazioni della cyber security da parte dei suoi membri. La forza armata ha inviato una circolare a tutti le unità annunciando l’avvio di una capillare inchiesta interna, tesa a scoprire chi non rispetta le norme legate alle attività online. A proposito ha sottolineato che i colpevoli subiranno “punizioni esemplari”. La Policy prevede che i militari limitino la loro presenza su web e social media, inclusi i gruppi Facebook e WhatsApp, e che non diffondano dati sensibili attraverso i loro dispositivi. Tra i soldati nel paese asiatico, infatti, si è diffusa recentemente una prassi pericolosa. Quella di scambiarsi, condividere e discutere informazioni ufficiali sui dispostivi personali. New Delhi, perciò, teme che ci possano essere fughe o furti di dati, che potrebbero causare danni alla sicurezza nazionale. Soprattutto in quanto la nazione è già oggetto di azioni di cyber spionaggio da vari competitors, Pakistan in primis.

L’obiettivo dell’indagine è bloccare la diffusione e il furto di dati sensibili, che possano mettere a rischio la sicurezza nazionale. Parallelamente è partita una nuova esercitazione cyber e si studiano norme più stringenti sull’accesso a internet e social media

L’inchiesta dell’esercito indiano andrà per gradi. Prima verrà messa sotto la lenta la cyber security delle truppe più “sensibili”, cioè quelle che svolgono incarichi delicati o che sono a contatto con informazioni strategiche. Successivamente, verrà diffusa anche alle altre unità, con un meccanismo basato sull’accesso dei soldati ai dati “pericolosi”. Parallelamente all’indagine, la forza armata ha lanciato un’esercitazione sulla protezione dalle minacce cibernetiche e sta lavorando per introdurre norme più stringenti sull’accesso al web e l’uso dei social media. L’obiettivo è far sì che i soldati di tutti i ranghi siano in grado non solo di diventare spie involontarie, immagazzinando o condividendo contenuti a rischio. Ma anche di riconoscere e bloccare eventuali tentativi di adescamento online, come le richieste di amicizia e chat da parte di avvenenti donne sconosciute (honey-trap). 

L’annuncio ha causato un boom di chiusure di profili social e di uscite dalle chat tra i militari dell’esercito. La paura è finire nella black list e quindi nel tritacarne. E’ la prima azione di New Delhi su una scala così vasta

L’annuncio dei vertici dell’Esercito è stato preso molto sul serio dai militari indiani. Tanto che c’è stata una fuoriuscita in massa, a tutti i livelli, dai gruppi e dai social media. Senza contare tutte le chat su WhatsApp chiuse o i dispositivi formattati. La paura è finire nella “black list” e di subire la “punizione esemplare”, che per il momento non è chiaro in cosa consista. Di certo c’è, invece, che l’operazione di New Delhi è senza precedenti. Finora c’erano state azioni simili per tutelare la cyber security e la sicurezza nazionale, ma erano state limitate a singoli casi o a piccoli gruppi. Non si era mai agito a livello di forza armata, coinvolgendo tutti gli appartenenti. 

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