Il web e il cyberspazio fanno bene all’arte e ai suoi mercati

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Internet e il cyberspazio fanno bene all’arte e ai suoi mercati. Stefano Monti analizza gli scenari presenti e quelli futuri

Il web e il cyberspazio fanno bene all’arte e ai suoi mercati. Lo conferma un’analisi del professor Stefano Monti, che ha condiviso con Difesa e Sicurezza. “Secondo l’Hiscox Online Trade Report, il mercato dell’arte online, negli ultimi anni, conosciuto tassi di crescita molto interessanti”, ha spiegato l’esperto e docente di Management delle Organizzazioni Culturali alla Pontificia Università Gregoriana -. Ad esempio, nel 2017, pur essendosi registrato un calo rispetto all’anno precedente (vale a dire che il tasso di crescita tra il 2016 e il 2017 è stato inferiore rispetto a quello tra il 2015 e il 2016), il mercato online dell’arte ha registrato un fatturato pari a 4.221 milioni di dollari. Sempre secondo il report, le stime per il 2018 potrebbero anche essere più positive – ha sottolineato il professore -. Se da un lato il 65% delle gallerie prevede che le vendite online possano salire tra lo 0 e il 10% rispetto al 2017, il 13% rivela di essere ancora più fiducioso, stimando un aumento maggiore del 30%”.

L’Hiscox Online trade report stila una classifica delle 25 migliori piattaforme online. Sul podio rimangono Christie’s e Sotheby’ (prima e terza), mentre cresce Artsy che sale al secondo posto

Per quanto riguarda le piattaforme, il report stila una classifica tra le migliori 25 online, sulla base di un’indagine qualitativa condotta su un campione di acquirenti d’arte su web e cyberspazio. “Di tale classifica – ricorda Monti – non stupisce che sul podio resistano le tradizionali Auction Houses Christie’s e Sotheby’s, rispettivamente prima e terza; mentre dato interessante è la crescita di una piattaforma esclusivamente online come Artsy, che nel 2017 ha conquistato il secondo posto, rimpiazzando Sotheby’s”. Invece, sul versante del tipo di opere maggiormente scambiate, “guardando alle sole aste del primo semestre 2018 di Christie’s – ha aggiunto il docente – lo scenario delle opere si caratterizza per la sua eterogeneità per supporto, dimensioni, storicizzazione e tecnica”.

Monti: Le modalità attraverso le quali si vende o si compra arte si sono perfettamente integrate all’evoluzione dei consumi e dei comportamenti contemporanei. Quello online sarà presto un altro canale al pari di quelli tradizionali

“Basta dare un’occhiata alle cifre ai nomi e alle opere, per comprendere che le modalità attraverso le quali si vende o si compra arte si sono perfettamente integrate all’evoluzione dei consumi e dei comportamenti contemporanei – ha spiegato Monti -. Il mercato dell’arte online, fatti salvi alcuni esperimenti volti a creare una segmentazione della domanda, con molta probabilità rappresenterà presto semplicemente un altro canale di vendita perfettamente integrato alle vendite tradizionali”. Scambiare opere sul web e nel cyberspazio, però, non è esente da rischi. “Sono moltissimi – ha ricordato l’esperto -: ma sono soprattutto di natura logistica e simbolica, più che legale e/o finanziaria. Lo dimostrano anche i risultati di una specifica survey: come per qualsiasi altro mercato online finora sviluppato (si pensi agli esordi di Amazon), il problema principale è quello di guadagnare la fiducia dei collezionisti o degli acquirenti.

I rischi per chi acquista arte online sono soprattutto di natura logistica e simbolica più che legale e/o finanziaria. Non emergono timori che le opere possano avere un percorso illecito

Sul futuro delle “piazze” sul web, Stefano Monti non ha dubbi. “Come già accaduto, anche questo mercato seguirà le direttive dei ‘reputational good’, track-records della piattaforma, politiche di resto, certificati di garanzia (o condition reports) saranno con ogni probabilità inserite di default anche se con modalità ovviamente differenti da quelle attuate per prodotti a largo consumo”. Invece, “non emerge, tra le preoccupazioni di chi compra o chi si dichiara intenzionato a comprare arte online, il timore che le opere trattate possano avere un percorso illecito: Christie’s e Sotheby’s hanno un brand talmente forte che per molti basta quello per sentirsi rassicurati”.

Monti: Le transazioni di opere illegittime, come quelle legate ai traffici di Isis, seguono canali differenziati. Questi sfruttano i nuovi mezzi di comunicazione per estendere al massimo il proprio mercato

“Del resto – ha precisato il docente – come ampiamente mostrato dalle indagini che correlarono i finanziamenti al sedicente Isis con il mercato dell’arte, le transazioni, in caso di opere illegittime, seguono canali differenziati. Questi, più che collegarsi al fenomeno dell’online art market si ricollegano alla nuova grande disponibilità di mezzi di comunicazione, che rendono più semplici transazioni che, è inutile negarlo, vengono condotte da sempre (con o senza internet) – ha concluso Monti -. Adesso hanno soltanto trovato il modo di estendere al massimo il proprio mercato (come qualunque altro bene o prodotto, culturale e di largo consumo)”.

Chi è Stefano Monti

Stefano Monti, partner Monti & Taft, insegna Management delle Organizzazioni Culturali alla Pontificia Università Gregoriana. Con Monti & Taft è attivo in Italia e all’estero nelle attività di management, advisory, sviluppo e posizionamento strategico, creazione di business model, consulenza economica e finanziaria, analisi di impatti economici e creazione di network di investimento. Da più di un decennio fornisce competenze a regioni, province, comuni, sovrintendenze e ha partecipato a numerose commissioni parlamentari. Si occupa inoltre di mobilità, turismo, riqualificazione urbana attraverso la cultura. È autore e curatore di numerosi libri e frequente relatore di convegni. Il suo obiettivo è applicare logiche di investimento al comparto culturale.

Il sito web di Monti & Taft

L’Hiscox Online Art Trade Report 2018