Il settore della salute è ancora uno dei più colpiti dal cybercrime

Italia Salute Databreach ISS Symantec Orangeworm Sicurezzainformatica Cyber Usa Asia Europa Europe Cyberattacks Healthcare Cybersecurity Sicurezzainformatica Cyber Sanità Salute Infosec Usa Propostadilegge Congresso Cybersecurity Dispositivimedici Heatlhcare Uk WannaCry Hunt Healthcare Ospedali Cybersecurity Cybercrime Iot

Il settore della Sanità è ancora uno dei più colpiti dal cybercrime. Lo confermano gli ultimi dati rilasciati da Protenus: oltre 1 milione di record di pazienti violati nel 1Q2018

Il settore della Sanità è ancora uno dei più colpiti dal cybercrime. Lo confermano gli ultimi dati resi noti dagli esperti di sicurezza informatica di Protenus. Secondo il Breach Barometer, tra gennaio e marzo 2018 sono state violate oltre 1 milione di cartelle cliniche. In media ci sono state 110 breach al giorno di almeno un dato. In tutto, sono stati compromessi 1.129.744 record di pazienti. Ma ci sono anche buone notizie. Su base annua, il numero dei dati a cui si è acceduto illecitamente è significativamente inferiore nel primo trimestre. Infatti, solo a marzo del 2017, gli incidenti di questo tipo tracciati da Protenus hanno interessato 1,5 milioni di casi.  Ciò significa che stanno funzionando le nuove strategie contro malware e cyber attacchi da parte dei criminali. Di negativo c’è, invece, che le organizzazioni sanitarie impiegano in media 244 giorni per rilevare una violazione una volta avvenuta.

Dopo la criminalità informatica, una delle prime fonti delle cyber minacce sono gli addetti ai lavori. Questi violano la privacy dei loro familiari, colleghi, vicini e VIP

Per Protenus, la più grande compromissione nell’ambito della Sanità nel primo trimestre del 2018 è stata il risultato di un incidente di hacking. Questo ha coinvolto un’organizzazione basata in Oklahoma. La violazione è stata causata da uno terzo non autorizzato, il quale ha ottenuto l’accesso alla rete del sistema che memorizzava le informazioni sulla fatturazione dei pazienti (quasi 280.000 persone). Comunque, le minacce cibernetiche non vengono solo dal cybercrime. I ricercatori di cyber security hanno scoperto che gli stessi lavoratori del settore rappresentano un grave pericolo. Curiosano sui propri familiari (il 77% delle violazioni della privacy nel primo trimestre 2018). Fanno altrettanto sui colleghi (la seconda breach più comune), sui vicini e sui VIP. Peraltro, è emerso anche che se questi violano la privacy dei pazienti una volta, c’è una probabilità maggiore del 20% che lo facciano di nuovo tra 3 mesi, e di oltre il 54% tra un anno.