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Il cybercrime, dopo i falsi video porno degli utenti, lancia la truffa del killer

Il Cybercrime, Dopo I Falsi Video Porno Degli Utenti, Lancia La Truffa Del Killer

Nuova campagna malspam. Il cybercrime invia mail in cui afferma che qualcuno ha ordinato la morte del destinatario del messaggio e che c’è un killer pronto a colpire. Ma che con 4.000 dollari in Bitcoin può evitarla e scoprire chi sia il mandante

C’è una nuova truffa online del cybercrime, che presto potrebbe arrivare in Italia: quella del pagamento di un riscatto in cambio della vita. Lo ha scoperto Bleeping Computer. Alcuni criminali cibernetici stanno inviando email in cui chiedono alle vittime di trasferire 4.000 dollari in Bitcoin in 38 ore dopo aver ricevuto il messaggio. Se non lo faranno, saranno uccise da un killer. Gli autori del ricatto affermano di gestire un sito nel Dark Web, che offre vari servizi. Tra questi anche la possibilità di assoldare un killer. Inoltre, spiegano che qualcuno lo ha fatto, indicando il destinatario della mail come bersaglio. “Fortuna” vuole, però, che previo pagamento della cifra, questi possano fermarlo. Non solo. Promettono anche di rivelare alla vittima il nome del mandante del suo omicidio. Chiaramente si tratta di una frode, inviata tramite phishing e anche fatta male. Tanto che è scritta in un inglese approssimativo, pieno di errori grammaticali.

I messaggi sono l’ennesimo tentativo di truffa dei criminali cibernetici, che recentemente hanno puntato anche l’Italia con campagne di sextortion legate a falsi video delle vittime. Questa, però, è fatta molto male. Finora nessuno c’è cascato

Quella del killer è solo l’ultima truffa che il cybercrime diffonde sul Web per trarre profitti, giocando sulle paure degli utenti. Recentemente c’è stata, anche in Italia quella della sextortion (ancora attiva). Criminali informatici affermavano di possedere materiale compromettente degli utenti, mentre guardavano siti pornografici. Per avvalorare la frode, inoltre, allegavano vecchie password (presumibilmente appartenenti alle vittime), rubate negli anni scorsi a vari database. In questo caso, però, qualcuno è caduto nella trappola. Lo dimostrano i wallet di cryptovaluta degli scammers cibernetici, indicati come recipienti dei riscatti, nei quali sono stati versati dei soldi. Contrariamente a quelli legati alla “frode dell’assassino”, i quali finora sono a “0” nonostante l’ampia diffusione delle mail di avvertimento.

In passato qualcuno aveva pubblicizzato sul Dark Web servizi di “revenge”, vendetta mirata, per 700 dollari a “bersaglio”

Già in passato erano emersi nel Dark Web presunti servizi di “vendetta mirata”.  Lo scorso aprile, HackRead aveva riportato la notizia che sul marketplace chiamato Hansa, un tale Etimbuk pubblicizzava la possibilità di offrire azioni di “revenge” per circa 700 dollari ognuna. Le vittime potevano essere un ex collega o amico del mandante, un vicino, il suo capo, o semplicemente qualcuno che odiava. Il tutto “in forma assolutamente anonima e non tracciabile, ma assolutamente efficace e ‘legale’”.

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