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I collettivi hacker sfidano Daesh e il suo neo cyber army

I Collettivi Hacker Sfidano Daesh E Il Suo Neo Cyber Army

Gli hacker musulmani e iracheni, Di5s3nSi0N e DaeshGram, prendono nuovamente di mira lo Stato Islamico, dileggiandolo ed esponendo la sua propaganda

Nuove provocazioni degli hacker musulmani e iracheni verso Daesh e la sua propaganda cyber. I primi, identificati nel collettivo Di5s3nSi0N, hanno pubblicato un post sul loro profilo Twitter molto esplicito nei riguardi dello Stato Islamico. “Quando i khawarij (eretici apostati, ndr.) dicono che faranno bollire i nostri deserti, ci fanno meravigliare – si legge nel testo -. Pensiamo che forse è solo il loro sangue che bolle di rabbia? Distruggeremo i loro sistemi e hackereremo i loro canali ancora e ancora”. I secondi, DaeshGram, sullo stesso social scrivono che “la Fondazione pro-Isis Al Muhajireem ha pubbblicato su Telegram 3 poster: in arabo, inglese e olandese dal titolo ‘Security Alert’. Nei messaggi si invita gli operativi a mantenere cautela e consapevolezza per non essere catturati come il gruppo dei ‘Beatles”. Il riferimento è ai 4 jihadisti, madrelingua inglese, noti per le efferate esecuzioni dei prigionieri, diffuse nei video di propaganda IS.

I post su Twitter dei 2 collettivi sono la risposta all’annuncio dell’arrivo del Inghimasat dawlawiya team, la nuova branca di cyber jihadisti Isis

Le nuove provocazioni di Di5s3nSi0N e DaeshGram, peraltro, appaiono a pochi giorni dalla presentazione di un nuovo gruppo di hackers dello Stato Islamico. Questi si fanno chiamare Inghimasat dawlawiya team e avevano postato sui social media un’info-grafica in cui dettagliavano sei mesi di operazioni informatiche (al 1 aprile 2018) contro “nemici” di Isis. I messaggi, diffusi in inglese, francese e arabo, sottolineavano che erano stati creati ed hackerati diverse centinaia di account Facebook e Twitter. I primi sarebbero oltre 300 e i secondi 664 (su Twitter). Per quanto riguarda l’altro social, i numeri sono più bassi. Sarebbero 264 i profili  aperti e 400 quelli compromessi. Le operazioni del cyber army IS fanno riferimento dal 1 gennaio al 1 aprile 2018. Quelle di creazione e distribuzione degli account dal 5 novembre 2017 al 1 gennaio 2018.

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