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Gli Usa portano l’Intelligenza Artificiale (AI) sui campi di battaglia

Gli Usa Portano L’Intelligenza Artificiale (AI) Sui Campi Di Battaglia

L’Intelligenza Artificiale (AI) identifica gli oggetti ripresi nei video degli APR/UAV ScanEagle

L’Intelligenza Artificiale (AI) ha ufficialmente fatto il suo debutto negli sforzi Usa nella lotta al terrorismo e sui campi di battaglia, con ottimi risultati. Lo ricorda Defense One citando che in meno di 8 mesi dal suo sviluppo, gli algoritmi stanno aiutando gli analisti d’intelligence a sfruttare al meglio i video dei campi di battaglia. In una località imprecisata in Medio Oriente, i computer stanno fornendo supporto alla Human Intelligence (HUMINT) nell’identificazione degli oggetti dei filmati, ripresi da un drone ScanEagle. Ciò nell’ambito del progetto Maven. Appena entrato in funzione, il sistema ha identificato persone, veicoli e tipi di edifici con un’accuratezza del 60%. Poi, dopo una settimana questa è arrivata all’80. E presto aumenterà ancora, grazie agli ultimi aggiornamenti software e hardware. Coordina il lavoro un team di 12 elementi, che nel prossimo anno punta a espandere il progetto per applicarlo ad aerei senza pilota (UAV/APR) più grandi.

Nei prossimi mesi gli algoritmi verranno associati anche ai filmati dei Predator e dei Reaper Usa

L’Intelligenza Artificiale e i suoi algoritmi nei prossimi mesi verranno forniti ad altri team Usa, dotati di piccoli droni tattici. Poi, nell’estate 2018 saranno dati anche a squadre che operano con i Predator e i Reaper. Il progetto Maven è in completa e costante evoluzione. Basti pensare che nei primi 8 giorni di impiego gli analisti hanno affinato l’algoritmo 6 volte per aumentare l’accuratezza delle informazioni prodotte. Il teatro reale, infatti, è sempre diverso da quello simulato nonostante si usino contenuti simili. Per esempio a volte capita che passino alcuni animali nelle riprese, che nei filmati di studio non c’erano. Di conseguenza, vanno inseriti nel database per evitare falsi riconoscimenti. Di fatto, l’AI continua a imparare anche sul campo, grazie al lavoro degli operatori.

Il progetto Maven opera in abbinamento con altri negli Usa. Per ora con Minotaur, ma in futuro anche con Gorgon Stare

Il progetto Maven, peraltro, non opera in solitaria. Ma in piena collaborazione con altri sistemi delle forze armate Usa. In primi Minotaur, un’applicazione per la correlazione e la georegistrazione della Navy e Marine Corps. L’Intelligenza Artificiale classifica e segue un oggetto in un video. Poi, usando Minotaur, registra le sue coordinate e le fa apparire sulla mappa, svolgendo un lavoro che finora era svolto manualmente dagli analisti. Lo fa, inoltre, più velocemente e con maggiore accuratezza. Ciò porta grandi benefici alla situational awareness. Al momento gli algoritmi si trovano su computer a “terra”, ma si pensa per il futuro di inserirli direttamente nei sistemi dei droni. Il primo passo in questo senso sarà farli lavorare insieme alla tecnologia Gorgon Stare dei Reaper.

L’articolo integrale di Defense One sull’impiego dell’AI da parte degli Usa sui campi di battaglia

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