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Sono gli hacker russi e non quelli nordcoreani i responsabili dei cyber attacchi alle Olimpiadi di PyongChang

Sono Gli Hacker Russi E Non Quelli Nordcoreani I Responsabili Dei Cyber Attacchi Alle Olimpiadi Di PyongChang

Gli 007 Usa: Sono gli hacker russi e non quelli nord coreani i responsabili dei cyber attacchi DDoS in occasione della cerimonia di apertura delle Olimpiadi di PyeongChang

Non sono stati gli hacker della Corea del Nord a lanciare una cyber offensiva contro le Olimpiadi di PyeongChang, ma quelli della Russia. Lo hanno rivelato diversi media, citando le agenzie d’intelligence Usa. Secondo la stampa americana, che cita gli 007 – è stata una rappresaglia per vendetta a seguito dall’esclusione dai Giochi in Corea del Sud dopo lo scandalo doping. In occasione della Cerimonia di apertura della competizione, il sito ufficiale dell’evento è stato messo offline, insieme ai collegamenti internet e televisivi legati all’evento. Il tutto ha ripreso a funzionare solo 12 ore dopo, ma in molto non hanno potuto stampare i biglietti, tanto che durante le celebrazioni c’erano diversi posti vuoti. Il cyber attacco è stato confermato, ma non è stata resa nota l’origine. Si sa però che è stata un’aggressione informatica di tipo DDoS.

I cyber soldati di Mosca hanno adottato la tattica del false-flag, usata a livello militare e di spionaggio, facendo credere che i loro IP si trovassero in Corea del Nord

L’intelligence Usa ritiene che gli hacker al soldo del GRU, il servizio segreto militare russo, quando hanno lanciato il cyber attacco alle Olimpiadi di PyeongChang abbiano mascherato i loro indirizzi IP facendo credere che provenissero dalla Corea del Nord. Un tipo di tattica chiamata “false flag”, che si usa anche in ambito militare e dello spionaggio. Questa consiste nel pianificare e condurre un’operazione, in modo che sia attribuita ad altri. La mano reale dell’azione, in questo caso, sarebbero i cyber soldati che lavorano per il Centro Principale per la Tecnologia Speciale (GTsST) del GRU. L’unità è nota per essere molto attiva nella information warfare e cyberwarfare. Tanto che è considerata la responsabile dell’attacco informatico NotPetya, che l’anno scorso ha paralizzato i computer in Ucraina.

La Russia è maestra nelle operazioni false flag, che peraltro ha usato – invano- anche in occasione dei Giochi di Los Angeles nel 1984

La Russia è maestra nelle operazioni false flag, non solo in ambito cyber. Ma anche e soprattutto a livello di spionaggio. Tanto che, come ricorda il Washington Post, le ha usate anche in occasione delle Olimpiadi di Los Angeles del 1984. Allora l’intelligence sovietica diffuse alcun falsi volantini del Ku Klux Klan in cui si minacciavano atti di violenza contro atleti africani. L’obiettivo era mettere in imbarazzo gli Stati Uniti, come vendetta per il fatto che gli Usa nel 1980 avevano boicottato i Giochi di Mosca a seguito dell’invasione dell’Afghanistan nel 1979. Il tentativo, però, fallì. Washington reagì velocemente e riuscì a smascherare l’inganno. Infatti, nessuno degli atleti africani si ritirò dall’evento.

L’articolo del Washington Post sull’operazione false flag informatica, condotta in occasione delle Olimpiadi in Corea del Sud

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