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Facebook blocca altri 2.600 falsi account di propaganda e fake news

Facebook Blocca Altri 2.600 Falsi Account Di Propaganda E Fake News

Facebook ha bloccato altri 2.600 falsi account di propaganda e fake news, Legati a Iran, Kosovo, Macedonia e Russia. Non si sa se operassero in maniera coordinata, ma usavano tattiche simili

Facebook ha dato una nuova stretta contro le interferenze politiche attraverso i suoi account. Lo ha fatto chiudendone oltre 2.600 falsi profili. Lo riporta l’AFP, citando l’azienda. Questi diffondevano fake news o propaganda ed erano legati a Iran, Kosovo, Macedonia e Russia. Non ci sono conferme che operassero in maniera coordinata. Quello che è certo, invece, è che utilizzassero tattiche simili per creare network di account allo scopo di influenzare gli utenti in campagne di infowar. La nuova tornata di blocchi segue quella avvenuta nei mesi scorsi, che ha coinvolto 531 profili in vari paesi, Italia compresa. La campagna di controllo capillare è cominciata ad agosto del 2018 con la sospensione di 652 pagine giudicate “non autentiche” e facenti capo a Mosca e Teheran. Da quel momento, periodicamente, la piattaforma social ne ha chiusi migliaia in varie aree del mondo.

Le piattaforme di social media studiano come applicare le nuove tecnologie per bloccare i profili fake. Ma le soluzioni potrebbero arrivare troppo tardi. Ciò che va di moda oggi, non è detto che lo sia domani. Anzi. Il caso Myspace lo conferma

La sfida dei falsi profili sui social media come Facebook, Instagram, Twitter e altri, però, è difficile da combattere. Infatti, creare account fake è molto semplice e gratuito. Senza contare che ogni giorno le iscrizioni alle piattaforme sono nell’ordine delle centinaia di migliaia. I controlli, perciò, diventano molto difficili. Anche con team di esperti e software ad hoc. Una soluzione in questo senso potrebbe venire dalle nuove tecnologie. Dall’Intelligenza Artificiale (IA) alla Biometria. L’azienda sta già studiando in questo senso, ma l’evoluzione del Web rischia di vanificare gli sforzi. Ciò, in quanto qualcosa che è in voga oggi, non è detto che lo sia domani. Anzi. Il caso di Myspace con tutte le sue implicazioni è emblematico.

La migliore arma contro la propaganda e le fake news sui social media rimangono gli utenti

La migliore arma contro la propaganda e le fake news sui social media rimangono gli utenti. Riconoscere i falsi profili su Facebook e le altre piattaforme, infatti, contrariamente a quanto si crede è abbastanza semplice. E’ sufficiente prestare un po’ di attenzione sin dalle fasi di richiesta dell’amicizia o di iscrizione a un gruppo. I creatori di account tarocchi non sprecano molto tempo su ogni singola pagina, in quanto giocano sulla quantità e non sulla qualità. Più profili diffonderanno una bufala, maggiori possibilità avrà questa di diventare virale e quindi di condizionare la rete. Quindi, non faranno caso a errori o a incongruenze, più o meno evidenti. Questi elementi, invece, sono fondamentali per capire se il nostro interlocutore sia vero o meno.

Ecco tre piccoli elementi per smascherare facilmente i profili fake su Facebook. I loro creatori giocano sulla quantità e non sulla qualità

Ecco tre piccoli elementi per smascherare facilmente i profili fake su Facebook, spendendo poco tempo. Innanzitutto la foto: i creatori di falsi account usano quelle disponibili in rete, dalle celebrità all’uomo qualunque. Cliccando col tasto destro del mouse su di essa e salvando il nome, si può fare subito una piccola ricerca su Google per vedere se appartiene ad altri. Poi c’è l’attività del presunto utente. Tradizionalmente in caso di “fake” è bassa o nulla. Nessun commento o post. Solo rilanci di contenuti mirati altrui (in media create ad arte da esperti di propaganda). Infine, c’è il capitolo dei contatti. Solitamente gli account fake hanno molti followers o quasi nessuno. Inoltre, seguono pochissimi altri account. E, come diceva Agatha Christie, “Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova”.

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