skip to Main Content

Edward Snowden di nuovo protagonista sul web. Ma è una cyber truffa

Edward Snowden Di Nuovo Protagonista Sul Web. Ma è Una Cyber Truffa

La cyber truffa: Una falsa fattura Apple afferma che si è pagato 9,99 dollari per 2 Terabyte di spazio nell’iCloud a Edward Snowden

Edward Snowden torna protagonista sul web. Questa volta non per rivelazioni boom, ma perché è al centro di una cyber frode. Inconsapevolmente. Lo ha scoperto Malwarebytes. La phishing scam vede la vittima, utente Apple, ricevere una email con la fattura di un pagamento di 9,99 dollari al noto whistleblower del caso NSA Leak, residente negli Usa. La data del documento varia dal 2 al 6 febbraio e la motivazione sarebbe l’acquisto di 2 Terabyte di spazio nell’iCloud. Chiaramente c’è un link e l’obiettivo del cybercrime è che l’utente lo clicchi, in modo da essere indirizzato verso un sito malevolo. Non è chiaro, però, quale fosse il pericolo in quanto il collegamento è stato già bloccato dal provider. Peraltro, si stanno moltiplicando le truffe informatiche verso chi possiede prodotti dell’azienda di Cupertino, mediante l’uso di esche “a tema”.

Recentemente gli utenti Apple hanno subito almeno altre 3 phishing scam con esche a tema

Recentemente ci sono state altre 3 phishing scam verso gli utenti Apple. La prima vedeva qualcuno essere entrato nell’account della vittima usando un iPod a Monaco. La seconda era un presunto messaggio dell’Apple Care sull’imminente scadenza del proprio account e la terza, come riporta Malwarebytes, ha coinvolto iTunes. Una persona ha ricevuto una falsa mail dalla famosa piattaforma media con una fattura legata a un numero d’ordine valido. Questo proveniva da un precedente acquisto che aveva fatto.

Il cybercrime usa 3 leve per le sue psihing scam a tema: curiosità, paura, quotidianità e aspettative. A queste si aggiunge la troppa sicurezza degli utenti Apple

L’uso di esche a tema da parte del cybercrime è in aumento nelle phishing scam. Ciò in quanto queste agevolano l’apertura del messaggio da parte del bersaglio e il click sul link o sul documento infetto. Le leve sono varie, ma quelle più importanti sono 3: la curiosità verso un mittente, un evento o una notizia; la paura di essere stati hackerati o di aver subito un furto informatico, e la quotidianità e le aspettative. Chiunque di noi, infatti, aprirebbe quasi automaticamente una mail attesa o proveniente da un mittente con cui si dialoga costantemente. E farebbe altrettanto con un allegato. A questo si aggiunge che gli utenti Apple tendono ad avere una soglia dell’attenzione sulle basi della sicurezza informatica più bassa rispetto agli altri. Questo a causa del fatto che finora è passato il messaggio che i prodotti di Cupertino fossero “blidati” e non attaccabili dagli hacker.

Il post di Malwarebytes sulla campagna di attacchi del cybercrime con esche a tema contro gli utenti Apple

Back To Top