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Cybersecurity, il 2020 è stato l’anno dei malware e del cybercrime

Il 2020 è stato l’anno dei malware e del cybercrime. Lo rivela un’analisi dell’esperto di cybersecurity Paolo Passeri su Hackmageddon. Il cyber espionage seconda minaccia. Le industrie sono i soggetti più a rischio

Il 2020 è stato l’anno dei malware. Lo rivela un’analisi statistica dell’esperto di cybersecurity Paolo Passeri su Hackmageddon. Sul totale dei dati presi in esame in relazione all’anno scorso, infatti, questi hanno rappresentato il 39%, seguiti di attacchi di tipo sconosciuto (15,5) e da Account Hijacking (15,4). Altre tipologie come le aggressioni mirate e quelle DDoS, invece, si fermano rispettivamente al 9 e al 2,2%. Curiosamente, è molto basso anche il dato sulle Business Email Compromise (BEC, 1%). La prima origine di minaccia si conferma il cybercrime con l’85,17% dei casi, seguita a grande distanza dal cyber espionage (9,94%) e dall’hactivismo (2,34). I settori più colpiti sono le industrie, i soggetti singoli, le pubbliche amministrazioni e le istituzioni in ambito difesa e sicurezza sociale, seguite dall’ambito sanitario. Peraltro, l’andamento degli attacchi del 2020 è simile a quello del 2019, anche se in netto aumento.

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