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Cybercrime, nuovo attacco al porno online: rubati i dati delle modelle delle webcam

vpnMentor: Data leak di 20 Giga per PussyCash e il suo network in tutto il mondo, Italia compresa. Il cybercrime ruba dati molto sensibili di oltre 4.000 modelle delle webcam e chat porno online

Il cybercrime colpisce ancora il mondo dei siti per adulti. I ricercatori di cyber security di vpnMentor hanno scoperto un maxi furto di dati, che ha colpito PussyCash e il suo network in tutto il mondo. Sono quasi 20 Giga di dati personali sensibili di oltre 4.000 modelle. Nomi e cognomi, data di nascita e nazionalità, documenti e impronte digitali. I paesi coinvolti sono molti, tra cui l’Italia. PussyCash, infatti, ha programmi di affiliazione con molti siti di “Cam” e chat. Tanto che la galassia conta su circa 66 milioni di membri registrati. All’inizio si pensava che il data leak fosse estremamente limitato. Poi, però, si è rilevato che l’azienda era proprietaria del bucket Amazon Simple Storage Service (S3), compromesso. Secondo le stime sono state sottratte almeno 875.000 chiavi, rappresentate da vari tipo di file. Dai video agli screenshot, alle registrazione delle chat, agli archivi zip (uno per ogni modella). 

Negli anni passati erano stati presi di mira PornHub e Xvideos. La cyber security del settore è ai minimi storici. E’ meno costoso aprire nuovi siti che proteggerli

Il data leak del cybercrime riferito alla galassia di siti di webcam e chat per adulti è solo l’ultimo capitolo di una serie di attacchi contro il mondo del porno online. Nel 2017 milioni di utenti di PornHub furono infettati da un malware e l’anno scorso i fruitori di Xvideos si videro ricattati con tentativi di sextortion. Colpire questo tipo di bersaglio è facile e molto pagante. Sul primo fronte, infatti, la cyber security nel settore è ai minimi storici. Per i proprietari non è prioritario proteggere la privacy dei loro clienti. Se qualche sito viene bucato o chiuso, è sufficiente aprirne uno nuovo per ricominciare a trarre grandi profitti. Sul secondo, invece, chi usufruisce di questi contenuti spesso ha paura di venire scoperto dall’esterno e quindi di subire danni pesanti a reputazione e credibilità. Di conseguenza, tende a pagare subito e a non denunciate le estorsioni.

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