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Cybercrime, Luxottica batte Nefilim. Non paga e reagisce alla doppia estorsione

Luxottica batte Nefilim. Non solo l’azienda italiana non ha pagato il riscatto chiesto dal gruppo del cybercrime dietro al ransomware, ma ha anche reagito denunciando subito l’incidente e attivandosi per fornire sostegno alle potenziali vittime

Luxottica non pagherà il riscatto a Nefilim. Lo conferma il fatto che il gruppo del cybercrime stia continuando a diffondere parti dei dati rubati con il ransomware. L’ultima tornata, la terza, è stata veicolata il 7 novembre come ha scoperto l’esperto di cybersecurity Odisseus. Si tratta sempre di informazioni di vario tipo, da quelle bancarie ai dati legati alle risorse umane. La pubblicazione in chiaro, che rientra nella strategia della doppia estorsione, però, in questo caso non ha funzionato. L’azienda italiana, infatti, non solo non ha mediato o versato denari ai criminali cibernetici. Anzi. Ha reagito diffondendo una nota in cui spiega cosa è successo, quali siano i rischi e le azioni che ha intrapreso. In primis, quella di notificare l’incidente alle autorità competenti agli utenti che potrebbero essere stati coinvolti nel data leak. Inoltre, ha attivato alcune linee telefoniche dedicate per fornire ulteriori aggiornamenti alle potenziali vittime.

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