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Cybercrime, la truffa phishing sui pacchi in Italia si evolve

La truffa phishing sui pacchi in Italia si evolve. L’esca ora è la richiesta di intervento dell’utente per sbloccare una spedizione in giacenza. In realtà la vittima si abbona a un servizio che costa 42 euro ogni 14 giorni

La truffa phishing a tema pacchi in Italia si evolve. Negli ultimi giorni scorsi sono in circolazione alcune false email di corrieri noti in cui si chiede l’intervento della vittima per sbloccare una spedizione in sospesa.

In particolare, l’utente viene invitato ad usare il proprio codice (fornito nel testo). Aprendo il link nel messaggio, si viene indirizzati a un falso sito di un altro corriere, dove è prefissato un codice di tracciamento diverso da quello riportato nell’email. Confermando, appare una schermata in cui si avvisa che il pacco è bloccato a seguito della necessità di pagare 1,95 euro di tasse doganali.

Proseguendo, vengono chiesti dettagli per pianificare la consegna, che dovrebbe avvenire in 3 giorni. Infine, si aprirà una pagina dove inserire i propri dati personali e quelli della carta di credito.

 

La truffa nella truffa, difficile da contrastare

L’utente crederà così di aver pagato i dazi richiesti, ma invece, si sarà abbonato a un misterioso servizio a pagamento, che costa 42 euro ogni 14 giorni.

Inoltre, questo sarà difficile da bloccare in quanto la società che lo gestisce ha sede a Cipro. Peraltro, c’è un’ulteriore gabola. La schermata delle informazioni personali non è statica come sembra. Facendo scrolling apparirà una sezione sottostante in cui si riportano i teorici servizi offerti dall’abbonamento.

Di conseguenza, per le vittime sarà più difficile dimostrare di essere state truffate. La frode sembra stia viaggiando veloce in Italia. Secondo le statistiche verificate di Google Analytics, infatti, sembra che il sito-civetta sia stato visitato da circa mille persone nelle ultime 24 ore.

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