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Cybercrime, il settore energetico in Italia ad alto rischio di attacchi

Swascan pubblica l’Energy Cyber Risk Indicator, da cui si evince che le aziende del comparto in Italia sono ad alto rischio di attacchi del cybercrime

Il settore energetico italiano è ad alto rischio di subire cyber attacchi. Lo hanno rilevato gli esperti di cybersecurity di Swascan nel rapporto sui Cyber Risk Indicators di giugno 2021. Si tratta di una filiera articolata che vale più di 60 miliardi di euro, con oltre 3.800 imprese attive e con un numero di occupati stimato in 101 mila unità di lavoro. La sua recente digitalizzazione e la transizione nazionale verso una rete energetica 4.0, espone la linea stessa a nuovi rischi, rendendola automaticamente un bersaglio per il cybercrime. La conferma è il numero crescente di minacce e di attori che prendono di mira le utility: “criminal hacker” che cercano di generare insicurezza e dislocazione economica e che, al contempo, comprendono il valore economico rappresentato da questo settore.

Gli esperti di cybersecurity identificano le falle nel settore

Inoltre, la superficie di attacco espansiva e crescente del Settore Energia in Italia, derivante dalla sua complessità geografica e organizzativa, compresa la natura decentralizzata della leadership della cybersecurity di molte organizzazioni, rappresenta una ulteriore criticità. Infine, le interdipendenze – uniche del settore dell’energia elettrica e del gas – tra le infrastrutture fisiche e informatiche rendono le aziende vulnerabili a diversi tipi di attacchi del cybercrime. Tra questi ci sono le frodi di fatturazione con “contatori intelligenti” wireless e la violazione dei sistemi di tecnologia operativa (OT), che controlla centrali o turbine eoliche. Swascan a proposito ha rilevato 1.643 vulnerabilità potenziali totali nel comparto, 13.903 email compromesse, 2.688 tra IP (763) e servizi (1.925) esposti su internet.

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