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Cybercrime, il coronavirus spinge le truffe dei “pacchi” via mail

Cybercrime, Il Coronavirus Spinge Le Truffe Dei “pacchi” Via Mail

Cybercrime, il coronavirus spinge le truffe dei “pacchi” via mail. Boom di campagne phishing che sfruttano i corrieri come esca 

L’ultima esca del cybercrime per colpire gli utenti è quella dei “pacchi”. A seguito dell’emergenza del coronavirus e del lockdown in molti paesi, che ha obbligato i cittadini a rimanere a casa, c’è stato un boom di ordini online. Fenomeno che ha messo in difficoltà le piattaforme di e-commerce e i corrieri, che non sempre riescono a rispettare i tempi, anche a seguito della disponibilità di personale limitata dal pericolo del covid-19. Di conseguenza, si sono moltiplicate anche le mail di scuse per i ritardi e di aggiornamenti sulle spedizioni. Gli esperti di cyber security avvisano che quanto sta accadendo non è sfuggito ai criminali cibernetici, i quali nelle ultime settimane hanno cominciato a diffondere campagne phishing a tema. Queste sono di due tipi: con allegati malevoli, mascherati da fatture o comunicazioni, o che sfruttano false pagine degli spedizionieri.

Gli esperti di cyber security: gli obiettivi sono distribuire malware/ransomware o rubare dati sensibili alle vittime

Secondo gli esperti di cyber security gli obiettivi degli attacchi cibernetici dei “pacchi” è duplice: Il primo è assumere il controllo del computer della vittima o bloccarlo e chiedere riscatti, grazie ai malware e ai ransomware diffusi dal cybercrime via mail. Il secondo è rubare dati sensibili, come le credenziali di accesso e i numeri delle carte di credito. Ciò attraverso pagine phishing che imitano quelle degli spedizionieri, delle banche o degli emittenti. Non a caso, recentemente si sono moltiplicate quasi esponenzialmente le denunce di corrieri che sono stati usati come esca.

Alcuni elementi permettono alle potenziali vittime di difendersi

Gli utenti, comunque, hanno alcuni elementi per scoprire gli attacchi del cybercrime prima che sia troppo tardi. Innanzitutto, mai aprire un allegato o un link se non si è letto attentamente la mail e si è sicuri. Gli esperti di cyber security a proposito ricordano anche che, essendo le campagne sui “pacchi” diffuse su larga scala, tradizionalmente c’è poca attenzione al testo dei messaggi. Quindi è facile trovare errori di grammatica e ortografia; soprattutto se sono stati usati traduttori automatici. Ciò però non è sempre valido. Inoltre, gli indirizzi del mittente sono simili a quelli imitati, ma non uguali. Anche qui attenzione, in alcuni casi sono stati usati quelli veri a seguito di hacking. La regola migliore in questi casi è contattare telefonicamente il corriere in via preventiva.

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