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Cybercrime, arriva in Italia il primo ransomware razzista

Arriva in Italia il primo ransomware razzista. Lo ha scoperto il ricercatore di cybersecurity MalwareHunterTeam: Il malware prende di mira Napoli, ma fortunatamente è uno skidware anche se non ciò non diminuisce la gravità dell’episodio

In Italia arrivano i ransomware razzisti. E’ il caso di “Napoli A Fuoco.exe”, scoperto dal ricercatore di cybersecurity MalwareHunterTeam e totalmente incentrato sul capoluogo partenopeo. Tanto che la ransom note è piena di offese ai napoletani e si conclude con un countdown dell’eruzione del Vesuvio. Fortunatamente il malware è stato creato da inesperti (skidware) e quindi è facilmente annientabile.  Gli esperti del  CERT-AgID lo hanno analizzato scoprendo il codice sorgente. Ciò, però, non toglie la sua gravita come violenta manifestazione di razzismo, per di più legata a un ambiente tradizionalmente neutro ed inclusivo come è quello degli hacker. Compresi quelli del cybercrime. Qui, infatti, non ci sono colori o razze, conta solo la skill, la bravura.

La ransom note con le offese ai napoletani

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