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Cyber Security, Swascan scopre vulnerabilità nell’infrastruttura server di Lenovo

Cyber Security, Swascan Scopre Vulnerabilità Nell’infrastruttura Server Di Lenovo

Swascan scopre nove vulnerabilità nell’infrastruttura server di Lenovo. Grazie alla cooperazione tra l’azienda italiana e il vendor, le falle sono state risolte velocemente

Scoperte nove nuove vulnerabilità relative ai server dell’infrastruttura informatica di Lenovo. Gli esperti di cyber security di Swascan hanno identificato sette falle a medio rischio e due ad elevato. Queste, se sfruttate, avrebbero facilmente potuto impattare l’integrità, la disponibilità e la confidenzialità dei sistemi. Per questo motivo l’azienda italiana fondata da Raoul Chiesa e Pierguido Iezzi ha immediatamente contattato il dipartimento di Security Lenovo con cui è iniziata una collaborazione che ha portato alla risoluzione delle vulnerabilità identificate. Le due realtà, infatti, hanno lavorato assieme dalla fase di valutazione a quella di remediation nei confronti della minaccia cibernetica. Swanscan, peraltro, recentemente aveva scoperto anche vulnerabilità di Adobe e Microsoft.

Alcune delle vulnerabilità di Lenovo scoperte dagli esperti di cyber security

CWE-476: Una dereferenza del puntatore NULL si verifica quando l’applicazione dereferenzia un puntatore che si aspetta di essere valido, ma è NULL, causando tipicamente un incidente o un’uscita.

CWE-119: Il software esegue operazioni su un buffer di memoria, ma può leggere o scrivere in una posizione di memoria che si trova al di fuori del confine previsto del buffer. Se la memoria accessibile dall’attaccante può essere efficacemente controllata, può essere possibile eseguire codice arbitrario, come nel caso di un buffer overflow standard. Se l’attaccante può sovrascrivere la memoria di un puntatore (di solito 32 o 64 bit), sarà in grado di reindirizzare un puntatore di funzione al proprio codice dannoso. Anche quando l’attaccante può modificare solo un singolo byte, l’esecuzione arbitraria del codice è possibile. A volte questo è dovuto al fatto che lo stesso problema può essere sfruttato ripetutamente con lo stesso effetto. Altre volte è perché l’aggressore può sovrascrivere dati critici per la sicurezza specifici di un’applicazione – come un flag che indica se l’utente è un amministratore.

CWE-416: Fare riferimento alla memoria dopo che è stata liberata può causare l’arresto anomalo di un programma, utilizzare valori imprevisti o eseguire codice estraneo.

CWE – 78: Il software costruisce tutto o parte di un comando OS utilizzando input influenzato dall’esterno da un componente a monte, ma non neutralizza o neutralizza in modo errato elementi speciali che potrebbero modificare il comando OS previsto quando viene inviato a un componente a valle.

CWE-20: Il prodotto non convalida o convalida erroneamente gli input che possono influenzare il flusso di controllo o il flusso di dati di un programma. Quando il software non convalida correttamente l’input, un aggressore è in grado di crearne in una forma che non è prevista dal resto dell’applicazione. Questo porterà parti del sistema a ricevere input non intenzionali, che possono comportare un flusso di controllo alterato, un controllo arbitrario di una risorsa o un’esecuzione arbitraria del codice.

CWE-287: Quando un attore dichiara di avere una determinata identità, il software non prova o prova in modo insufficiente che la dichiarazione è corretta. Questo può essere il risultato delle vulnerabilità da SQL injection e di altri problemi.

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