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Cresce l’uso dei social media bots per diffondere fake news sul web

L’analisi sulle social media botnet del NCSC UK

Gli ultimi rapporti suggeriscono che uno dei mezzi più usati per diffondere false notizia su internet siano i social media bots. Lo rileva il National Cyber Security Center (NCSC) del Regno Unito. A finire sotto la lente è stato in particolare Twitter. Ciò grazie ai Twitterbots: programmi usati per creare account e tweet automatici che richiedono scarso o nullo intervento da parte dell’uomo. Questi, ampiamenti diffusi, possono essere usati per diversi fini: entertainment, marketing, spamming, manipolazione della lista dei trending topics Twitter e dell’opinione pubblica, trolling, creazine di fake followers, distribuzione di malware e data set pollution. A proposito, l’NCSC cita l’esempio della botnet Star Wars. Era formata da 350.000 account che si è infiltrata segretamente nel social media nel 2013. E che da allora è rimasta dormiente. Questa aveva fini innocui, in quanto si limitava solo a postare a caso frasi tratte dai film e dai libri della saga.

Alcune botnet sono innocue, altre possono influenzare l’opinione pubblica

Sui social media, però, ci sono però altre botnet che hanno potenzialità più dannose. A giugno del 2016 ne è stata scoperta una da 3 milioni di account, creata ad aprile di due anni prima. Questa lanciava su Twitter una media di 500 milioni di post, che nel periodo complessivo di attività hanno raggiunto quota totale di 2,6 miliardi. Si tratta di un volume molto importante, che può essere usato per influenzare l’opinione pubblica. Peraltro, è presumibile che ce ne siano altre ancora in attività o neo costituite, non ancora scoperte. Queste, infatti, sarebbero le corresponsabili dell’ondata di fake news che recentemente sta colpendo il web. D’altronde gli stessi amministratori di Twitter non sono in grado di monitorare quotidianamente l’attività di tutti gli utenti. Ciò, tenuto contro che in media sono 313 milioni.

 

Rilevare le botnet è complesso, in quanto le loro difese sono in continua evoluzione

Inoltre, su internet c’è grande disponibilità di strumenti di tutti i tipi. Alcuni di questi permettono di modificare le botnet, affinché non siano rilevate. nel caso di Star Wars, i tool permettevano di ingannare i tool che rilevano i linguaggi generati dalle macchine. Altri, invece, generano bersagli esca che “distraggono” i software di controllo dai loro obiettivi effettivi. Il settore, peraltro, è sempre in evoluzione a seguito dei grandi interessi che ruotano attorno alle social media botnet. Che siano economico, di influenzare il pubblico o di ingannarlo (deception). A seguito di ciò, eserciti di hacker più o meno esperti si cimentano ogni giorno per trovare nuovi metodi e codici. Un successo può, infatti, rappresentare un grande guadagno in termini di denaro o di peso nella comunità cyber.

Cosa sono le botnet e a cosa servono

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