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Coronavirus, boom di richieste di amicizia su Facebook del cybercrime

Boom di richieste di nuove amicizie su Facebook, lo abbiamo sperimentato direttamente a Difesa e Sicurezza. Attenzione, è un trucco del cybercrime. Obiettivo: proporre falsi finanziamenti agevolati alle vittime per rubare loro informazioni sensibili e tentare truffe

Attenzione alle nuove amicizie su Facebook, qualcuno sta usando il coronavirus per cercare di trarre in inganno gli utenti. Negli ultimi giorni c’è stato un boom di richieste da sconosciuti sul social network, che abbiamo sperimentato in prima persona. Alcune di queste provengono da persone reali che, probabilmente a seguito dell’emergenza Covid-19, navigano di più tra le notizie e scoprono profili di interesse. La maggior parte, però, sono false e hanno tutte un obiettivo comune: pubblicizzare finanziamenti a condizioni molto vantaggiose e fuori mercato, da richiedere direttamente via WhatsApp. Peraltro, secondo gli esperti di cyber security potrebbe esserci dietro lo stesso gruppo del cybercrime, che cerca di approfittare della pandemia per rubare informazioni sensibili alle vittime o per truffarle direttamente. Abbiamo immediatamente girato l’allarme alla Polizia Postale, ma il rischio che qualcuno cada nel tranello è elevato. Soprattutto perché queste richieste si stanno diffondendo rapidamente in tutta la UE.

Gli esperti di cyber security: E’ probabile che sia opera di un unico gruppo di criminali cibernetici, che opera non solo in Italia ma almeno in ambito UE

Gli esperti di cyber security hanno rilevato alcuni elementi, in base ai quali si sospetta che dietro al boom di prestiti promossi via Facebook ci sia lo stesso gruppo del cybercrime. Innanzitutto, i testi sono quasi identici. Ciò anche se provengano da centinaia di profili, provenienti da Italia o dall’estero (molti in teoria in Francia). Inoltre, tutti i testi sono stati compilati usando traduttori automatici, come confermano i numerosi errori di grammatica e sintassi. Infine, sono scritti in lingue diverse. Segno che è un’azione coordinata, probabilmente in ambito internazionale. Non è chiaro se concentrata nell’UE o anche in altre aree. Noi come Difesa e Sicurezza ne abbiamo ricevuto in italiano, spagnolo e tedesco. Peraltro, alcuni si presentano anche con una specie di infografica, teoricamente proveniente da “Finanzas Cornejo”, con tanto di sito web multi-lingue.

L’infografica rilanciata sulle chat Facebook

Ecco uno dei messaggi che circolano, NON FORNITE ASSOLUTAMENTE ALCUNA INFORMAZIONE, ma denunciate subito l’accaduto ai social network

Vi alleghiamo per completezza uno dei testi dei falsi messaggi in cui si offrono prestiti. Attenzione, lo ripetiamo, evitate assolutamente di rispondere o di fornire qualsiasi tipo di informazione. Segnalate subito a Facebook il tentativo di spam. E’ un’operazione del cybercrime per rubare dati sensibili o truffare le vittime. “Buongiorno signora e signore, Ottieni un prestito legittimo per sempre e un grosso problema per il cliente. La questione del credito è indiscussa, inoltre, indiscussa nella maggior parte dei clienti, anche se cerchi un prestito da un prestatore legittimo.  Il tasso di interesse sul mio prestito è del 3%. E l’importo minimo delle donne di questo importo di € 5.000 e l’importo massimo di € 10.000.000. Se desideri fornire un contributo alle tue intenzioni, preoccupazioni e sicurezza, contatta il direttore del numero WhatsApp +0022 967 64 13 87 per le procedure”.

Come fare una segnalazione a Facebook in modo semplice e immediato

Segnalare a Facebook questo o altri tentativi di truffa via chat è molto semplice. Quando si apre la finestra del messaggio, basta cliccare sulla rotella delle opzioni (in alto) e selezionare “c’è un problema”. A quel punto il social network vi chiederà cosa succede e vi darà la possibilità di segnalare varie tipi di problematiche. Scegliete “Altro” e poi “Spam”. A quel punto la conversazione verrà temporaneamente in quanto gli esperti di cyber security del social network effettueranno le verifiche del caso. E’ fondamentale comunicare subito il pericolo. Solo così si potrà aiuterà a proteggere tutti, soprattutto le persone più fragili e quelle meno digitalmente esperte. Peraltro, sono loro il primo obiettivo dei criminali cibernetici. 

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