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Alcuni siti Internet per adulti hanno subito un maxi furto di dati confermato

Alcuni Siti Internet Per Adulti Hanno Subito Un Maxi Furto Di Dati Confermato

Un gruppo di 8 siti per adulti è stato hackerato e ha subito un maxi data breach con furto di dati. Rubati 1,2 milioni di indirizzi mail e dati personali degli utenti. Compresi i messaggi pubblicati sulle bacheche e le foto intime postate

Una serie di 8 siti Internet per adulti sono stati bloccati dopo essere stati bucati da hackers, che hanno rubato oltre 1,2 milioni di indirizzi email singoli e altri dati. Questi sono Wife Lovers, asiansex4u, bbwsex4u, indiansex4u, nudeafrica, nudelatins, nudemen e wifeposter (i domini terminano in .com). Tutti sono collegati, appartenendo alla stessa persona e condividendo il database delle informazioni dei clienti. Peraltro, oltre al furto di dati, sono stati messi a rischio tutti messaggi degli utenti e le foto che hanno postato. Con o senza il consenso dei protagonisti maschili e femminili delle immagini. La caratteristica di ognuno dei siti compromessi, infatti, è che permettono ai membri di caricare file multimediali. Sono una sorta di contenitore. Perciò è probabile, come accaduto molte volte in passato, che ci siano persone inconsapevoli sul fatto che loro momenti intimi circolino in rete. Finora in maniera limitata, ma dopo il data breach non più.

Il cybercrime ha rubato informazioni che potrebbero portare a campagne di ricatti e attacchi informatici verso gli utenti. Basta usarle sui più comuni social media e pagine web. Bucare la cyber security è stata uno scherzo, era obsoleta

Gli hackers, peraltro, non hanno rubato solo le email dei frequentatori dei siti per adulti. Ma anche i loro nickname, le passwords e gli indirizzi IP usati per registrarsi. Di conseguenza, potrebbero ricattare gli utenti, minacciando di divulgare informazioni private o immagini compromettenti. Inoltre, grazie ai dati sottratti possono completare il profilo dei bersagli. Basta andare sui più comuni social media, sfruttando quelli già in possesso. Il proprietario degli 8 siti ha ricevuto un file di 98 MB a conferma del data breach, ma a proposito ha spiegato ad Ars Technica che questo sembra “pompato”. Secondo lui, infatti, sono molti meno quelli che posterebbero immagini. Comunque, ha subito bloccato i siti, avvisando di cambiare tutte le password, soprattutto se usate per più domini. Resta il fatto che per i criminali informatici è stato un gioco da ragazzi bucare la cyber security e sottrarre i dati, in quanto le protezioni erano obsolete.

Molti siti porno e per adulti sono a basso costo e…difese. I proprietari investono sui contenuti, ma non sulla protezione degli utenti. Al peggio, si chiudono e se ne aprono di nuovi. La domanda non manca

Secondo molti esperti di sicurezza informatica, questa è una caratteristica comune dei siti porno e per adulti. Solitamente sono prodotti a basso costo e difese, che puntano tutto sui contenuti o sulle promesse. I loro proprietari, infatti, sono molto attenti a trarre profitto dai loro clienti, variando l’offerta, ma non si curano di proteggerli adeguatamente. Se i siti vengono hackerati, pazienza, saranno chiusi. Se ne potranno aprire di nuovi in brevissimo tempo. La domanda non manca mai. Un consiglio: evitate di andarci, ma se proprio non resistete, almeno usate credenziali false. Che non abbiano alcun tipo di collegamento con le vostre vite e che non sono state mai usate per altri domini.

L’articolo di Ars Technica sul maxi data breach

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