skip to Main Content

Pinotti: Difesa Unica Europea deve essere opportunità per le PMI di settore

Pinotti: Difesa Unica Europea Deve Essere Opportunità Per Le PMI Di Settore

Pinotti: La Difesa Unica Europea è il futuro: L’Italia deve investire di più altrimenti resterà tagliata fuori

La Difesa Unica Europea è il futuro. E l’Italia, che ieri ha visto il capo di Stato Maggiore della Difesa (SMD), generale Claudio Graziano, eletto presidente del Comitato Militare UE, non può permettersi di giocare un ruolo da comprimario. Per questa ragione la ministra della Difesa, Roberta Pinotti, si è presentata questa mattina alla Camera dei Deputati con un mandato chiaro: sottolineare la necessità di dedicare maggiori risorse al comparto. Altrimenti, ha detto, “l’Italia resterà tagliata fuori”.

Il ministro della Difesa: Senza soldi non andiamo da nessuna parte

L’Italia, ha sottolineato la ministra, appoggiata dalla collega allo Sviluppo Economico Teresa bellanova (viceministro) è un paese “al quale molti altri si riferiscono”. Perché “un eccesso di polarizzazione sull’asse franco-tedesco preoccupa molti paesi”. Dalla preoccupazione altrui può dunque derivare un’opportunità. “L’Italia ha uno spazio di gioco e di leadership” in tutto il comparto. Ma “dobbiamo metterci nella condizione di evitare che alcune cose ci vengano fatte sopra la testa”. E massicci investimenti sono il modo migliore per tenere testa allo strapotere dei cugini d’oltralpe e dell’alleato tedesco. “Noi abbiamo delle eccellenze, ma sulle risorse siamo piu’ deboli”; mentre “la Germania vuole arrivare a una spesa del 2 per cento del Pil in Difesa”. Stesso obiettivo di budget per la Francia, mentre il nostro paese è ferma a un ‘misero’ 1,2%.

Quando partiranno i programmi comuni, dobbiamo dimostrare che il nostro impegno finanziario è uguale o maggiore di quello degli altri

“Il nodo è proprio questo. Quando partiranno i programmi comuni, se vogliamo avere un ruolo paritario o di leadership dobbiamo dimostrare conti alla mano che il nostro impegno finanziario è uguale o maggiore a quello degli altri. Le disponibilità europee ci sono tutte. Come dimostra l’elezione del generale Graziano, avvenuta ‘a spese’ dei competitors francese e tedesco, elemento di cronaca di sicuro non casuale. Gli investimenti caldeggiati da Pinotti, inoltre, non sono riconducibili a un piano di riamo, ma “riguardano tutto il comparto industriale Difesa”.

Dobbiamo offrire maggiori opportunità di sviluppo alle PMI

Come ogni piano di sviluppo italiano prevede, anche quello della Difesa deve avere come oggetto le piccole e medie imprese (PMI). La ‘formula italiana’ di maggior successo sul mercato.
Per questo l’obiettivo del piano sarà “offrire maggiori opportunità” proprio a questa imprese. “Pensiamo di  incentivare le grandi aziende ad aprire la loro catena di subfornitura attraverso una competizione europea aperta e trasparente; nonchè riservando ai progetti di dimensioni limitate una piccola quota dei fondi (a esempio il 10%)”. “Dovremmo superare l’esperienza dei programmi bilaterali che ha caratterizzato la collaborazione europea nell’ultimo ventennio”.

Dopo i soldi, i principi: il fondo serve, non importa quanto cospicuo sia

Il discorso sul Fondo Europeo, però travalica il mero aspetto economico, arrivando a toccare temi più squisitamente politici. “Il suo valore – ha detto Pinotti – non sta nell’entita’ delle risorse ma nella scelta di costituirlo. Perché in precedenza non si potevano finanziare progetti che facessero capo alla Difesa”. Ovvero: la Difesa Unica Comune Europea è un passo più vicina, ma ora bisogna affrontare il punto qualificante di tutto il discorso, ovvero la governance di tutto il processo. “Gestire un budget significativo in un ambito complesso come quello della difesa e sicurezza, coinvolgendo anche gli Stati membri, richiederà una struttura adeguata e una direzione politica, istituzionale e operativa ben definita”.

A livello di Commissione europea il nodo è come garantire una gestione efficace ed efficiente delle nuove risorse mobilitate

“A livello di Commissione europea ci si deve domandare come garantire una gestione efficace ed efficiente delle nuove risorse mobilitate. Un’opzione potrebbe essere quella di concentrare tutte le attivita’ in  un’unica struttura, accentrando le competenze che attualmente sono divise in piu’ uffici”. Anche in questo processo, almeno sulla carta, l’italia dovrebbe partire avantaggiata, visto che già esprime il ministro degli Esteri Europeo (Federica Mogherini), che dall’anno prossimo sarà affinacata proprio dal generale Graziano come consigliere militare (d’ufficio). Inoltre, proprio perchè l’Europa dei 27 guarda con timore all’asse franco-tedesco, l’eredità che il prossimo governo si troverà a gestire sui tavoli europei sarà di sicuro valore.

E stasera c’è la cena Nato, prove generali di leadership

L’occasione di verificare il peso strategico dell’Italia sarà offerta questa sera dalla cena che aprirà i due giorni di lavori NATO a Bruxelles.Primo punto all’ordine del giorno la minaccia costituita dalla corea del Nord. L’Italia infatti presiede il comitato sanzioni dell’Onu per il Nord Corea e, sempre secondo il ministro Pinotti, “continuiamo a immaginare che da un lato bisogna far sentire fortemente la preoccupazione del mondo con le sanzioni, e dall’altro occorre tenere aperto il canale diplomatico-politico, perchè coinvolgendo la Russia e la Cina si possa uscire da questa situazione di tensione costante”.
Gic
(twitter: @gcaroli)
Back To Top