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Microsoft propone Convenzione di Ginevra Digitale sulla cyberwarfare

Microsoft Propone Convenzione Di Ginevra Digitale Sulla Cyberwarfare

Microsoft: Proteggere i civili dai cyber attacchi nazionali in tempi di pace

Servono regole internazionali condivise in relazione alla cyberwarfare. Ne è convinta Microsoft che ha chiesto agli altri colossi informatici e alle nazioni di unirsi. Obiettivo: creare un una “Convenzione di Ginevra Digitale”. L’annuncio è stato fatto durante la Conferenjza RSA a San Francisco da Brad Smith, presidente e capo dell’ufficio legale del gruppo di Redmond. Lo ha fatto con un post in cui spiega che l’azienda ritiene necessario stabilire regole base per gli attacchi informatici. Soprattutto al fine di salvaguardare i civili. “Come la Quarta Convenzione di Ginevra ha da lungo tempo protetto i civili in tempi di guerra – ha scritto -, ora ne abbiamo bisogno di una digitale che impegni i governi a proteggere i civili da attacchi nazionali in tempi di pace”. Come prova, Smith ha ricordato il cyberattack della Corea del Nord a Sony nel 2014 e l’offensiva hacker russa durante le presidenziali Usa del 2016.

Usa e Cina sono i paesi giusti per cominciare a creare le basi della Convenzione

Per il presidente di Microsoft questi tipi di attacchi condotti a livello di nazione stanno diventando sempre più comuni. Cresce anche il rischio di un conflitto su vasta scala digitale. A seguito di ciò, il colosso di Redmond ritiene necessario stabilire una cornice globale condivisa che regoli gli attacchi informatici. Prima su base bilaterale e, infine, mondiale. Peraltro, iniziative simili sono state già adottate da alcune nazioni. Vedi, per esempio, l’accordo del 2015 tra Stati Uniti e Cina, rivolto a evitare cyber theft legati alla proprietà intellettuale. Per Smith, infatti, sono proprio le due potenze che potrebbero creare le basi per evitare cyberwarfare tra nazioni su tutti gli aspetti civili delle infrastrutture politiche ed economiche.

Le aziende high-tech sono fondamentali. Dovranno essere una Svizzera digitale

Un ruolo di primo piano lo avranno anche le maggiori imprese a livello mondiale del settore tecnologico. I primi bersagli degli attacchi informatici, infatti, sono i dati degli utenti dei server privati e aziendali. Lo confermano anche i più recenti sondaggi. Secondo una ricerca della Information Systems Audit and Control Association (ISACA), il 74% delle compagnie a livello globale si aspetta di essere bucata ogni anno. Il cybercrime, inoltre, entro il 2020 costerà loro oltre 3 trilioni di dollari. Queste, perciò, dovranno operare come una Svizzera Digitale, cioè offrendo assistenza e protezione agli utenti ovunque e in modo neutrale, rifiutandosi di avere ruoli in qualsiasi tipo nella cyberwarfare e nei cyberattacks contro i consumatori. In questo contesto, Microsoft si proporrà come Croce Rossa sui campi di battaglia virtuali. Per operare al meglio, però, avrà bisogno del supporto dell’industria della tecnologia e di una serie di nazioni in tutto il mondo.

 

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